Legge Sabatini ter 2017-11-28T11:40:57+00:00

Nuova Sabatini

Lo strumento agevolativo definito “Beni strumentali – Nuova Sabatini (o Sabatini – ter)”, istituito dal decreto-legge del Fare (art. 2 decreto-legge n. 69/2013), è finalizzato ad accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese e migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese (PMI) per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.

Con la Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) è stato prorogato al 31 dicembre 2018 il termine per la concessione dei finanziamenti per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese e aumentato il contributo per certe tipologie di investimenti.

L’agevolazione prevede un contributo del 2,75% annuo sugli investimenti ordinari (nuovi macchinari, impianti e attrezzature); il contributo è maggiorato del 30% – quindi pari al 3,575% annuo – per la realizzazione di investimenti in tecnologie digitali – Piano Industria 4.0.

L’agevolazione è aperta alle micro, piccole e medie imprese che operano sul territorio nazionale in tutti i settori produttivi, ad esclusione dell’industria carboniera, delle attività finanziarie e assicurative, della produzione di imitazioni o sostituzione del latte o di prodotti lattiero-caseari.

Possono presentare la domanda di agevolazione le imprese classificate di dimensione micro, piccola e media che:

  • sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese;
  • sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • non si trovano in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel Regolamento UE n. 651/2014.

Possono beneficiare delle agevolazioni, le imprese che hanno una sede operativa in Italia o le imprese estere, con sede in uno Stato Membro che non hanno una sede operativa in Italia alla data di presentazione della domanda ma che devono provvedere alla apertura entro il termine previsto per il termine dell’investimento.

Il finanziamento deve essere interamente utilizzato per l’acquisto, o l’acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché di hardware, software e tecnologie digitali, classificabili, nell’attivo dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, dell’art. 2424 C.C., e devono essere destinati a strutture produttive già esistenti o da realizzare  localizzate in Italia.

Gli investimenti, ai fini dell’ammissibilità, devono essere destinati a:

  • creazione di una nuova unità produttiva;
  • ampliamento di una unità produttiva esistente;
  • diversificazione della produzione di uno stabilimento;
  • cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente.

Gli investimenti devono essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai contributi.

Per avvio dell’investimento si intende la data del primo titolo di spesa ammissibile.

Gli investimenti devono essere conclusi entro il periodo di preammortamento o di pre locazione, della durata massima di 12 mesi dalla data di stipula del finanziamento.

Sono ammissibili gli investimenti in beni strumentali che presentano un’autonomia funzionale, non è ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari tranne che per gli investimenti in beni strumentali che integrano con nuovi moduli l’impianto o il macchinario preesistente.

Sono quindi agevolabili progetti di acquisto, anche in leasing, macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, nonché hardware, software e tecnologie digitali. In particolare come sopraccennato godono del bonus maggiorato tutti gli investimenti oggetto del Piano industria 4.0 quindi: gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Per le aziende agricole è ammesso l’acquisto di serre solo se, in ragione delle specifiche caratteristiche tecniche, costruttive e applicative, possano essere considerate impianti e riclassificati nell’attivo dello Stato patrimoniale alle voci B.II.2 e B.II.3.

Per le aziende di trasporti, mezzi e le attrezzature sono considerati ammissibili fanno eccezione quelle utilizzate per il trasporto merci su strada e aereo.

  • Terreno o fabbricato da destinare a uso produttivo
  • Impianti: elettrico e idraulico che non hanno autonoma funzionalità, non sono separabili dal bene stesso e sono iscrivibili come adattamento locali tra «altre immobilizzazioni immateriali»
  • Per l’acquisto di beni che costituiscono mera sostituzione di beni esistenti, relative a commesse interne
  • Spese di funzionamento
  • Spese relative a imposte, tasse
  • Le scorte
  • Le spese relative al contratto di finanziamento
  • I materiali e beni di consumo di qualsiasi importo unitario
  • I singoli beni di importo inferiore a 516,46 euro, al netto dell’IVA se non funzionali e necessari per la realizzazione dell’investimento e riferiti ad un’unica fattura di importo superiore

Il procedimento funziona nel seguente modo: si presenta la domanda di finanziamento alla banca, che dopo aver effettuato le verifiche e trasmette la richiesta al ministero. Previa conferma da parte del ministero, la banca concede il contributo utilizzando le risorse della CDP (cassa depositi e prestiti), oppure mediante diversa provvista.

Se il contributo è superiore a 150mila euro, va allegata dichiarazione sostitutiva di atto notorio con i dati per la richiesta delle informazioni antimafia utilizzando o moduli presenti sul sito del MiSE.

Inoltre è possibile attivare la copertura del Fondo di Garanzia PMI fino all’80%.

Quando la banca decide di concedere il finanziamento, trasmette la delibera di approvazione al ministero, e la documentazione presentata dall’azienda.

Il ministero, adotta il provvedimento di concessione del contributo a sua carico (come detto del 2,75% o del 3,575%), e lo trasmette all’impresa e alla banca.

La banca eroga il finanziamento in un’unica soluzione, oppure entro 30 giorni dalla consegna del bene in caso di leasing finanziario.

La domanda deve riguardare investimenti che avvengono in una sola unità produttiva.  Se l’investimento riguarda diverse unità produttive, l’azienda deve presentare diverse domande.

L’erogazione del contributo è prevista al completamento dell’investimento autocertificato dall’impresa ed è effettuata in quote annuali secondo il piano di erogazioni riportato nel provvedimento di concessione.

Tutte le richieste di quote di contributo successive devono essere trasmesse al Ministero.

La richiesta di erogazione della prima quota di contributo deve essere presentata al Ministero, pena la revoca delle agevolazioni, entro il termine massimo di 120 giorni dal termine ultimo previsto per la conclusione dell’investimento.

Le successive richieste di erogazione di quote di contributo devono essere presentate con cadenza annuale.

La nostra società assiste le aziende nel conseguimento del contributo sugli investimenti oggetto della  agevolazione denominata “Beni Strumentali Nuova Sabatini”.

Attraverso i suoi tecnici verifica la fattibilità della richiesta predispone la documentazione per la domanda e segue l’azienda nella sua rendicontazione e nelle richieste periodiche di contributo, valutando inoltre, se richiesto, la fattibilità di accedere al “Fondo di garanzia PMI” redigendone la domanda e rendicontando al termine dell’investimento le operazioni garantite.

Inoltre attraverso un percorso di formazione specialistica può istruire il personale della azienda alla redazione di tutte quelle incombenze che la pratica di contributo richiede.