L’iper-ammortamento torna protagonista nel 2026 con una veste completamente nuova. La Legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto un nuovo meccanismo di supervalutazione fiscale degli investimenti in beni strumentali 4.0, destinato a sostituire la Transizione 4.0 e 5.0.
Il decreto attuativo definisce le regole operative, i requisiti di accesso e gli obblighi documentali per le imprese. L’entrata in vigore è attesa a breve, dopo il via libera definitivo del MEF e della Corte dei Conti.
Quanto vale l’iper-ammortamento 2026
Il nuovo incentivo consente di maggiorare fiscalmente il costo di acquisto dei beni, aumentando le quote di ammortamento deducibili. Le aliquote sono strutturate su più scaglioni:
- +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- +100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni
- +50% per la quota tra 10 e 20 milioni
Il periodo agevolato va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Un chiarimento importante riguarda la tempistica: conta la data di consegna del bene, non quella dell’ordine. Di conseguenza, anche ordini effettuati prima del 2026 possono rientrare nell’agevolazione, se consegnati entro il termine previsto.
La grande novità: solo beni “Made in UE”
Il vero cambio di paradigma è l’introduzione del requisito di origine europea.
Per accedere all’iper-ammortamento, i beni devono essere prodotti in uno Stato dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (SEE).
È una novità assoluta nel panorama degli incentivi 4.0 italiani e riflette una scelta strategica chiara: favorire tecnologie e filiere produttive europee.
Beni materiali: come dimostrare l’origine
Per i beni materiali 4.0 (macchine utensili, robot, impianti automatizzati, sistemi di produzione e di autoproduzione energetica), l’origine si dimostra secondo le regole del Codice Doganale dell’Unione.
Le imprese dovranno disporre di:
- un certificato di origine camerale, oppure
- una dichiarazione del produttore che attesti che l’ultima trasformazione sostanziale è avvenuta in UE/SEE.
Attenzione: semplici assemblaggi o lavorazioni minime non sono sufficienti a conferire origine europea.
Software e beni immateriali: regole più stringenti
Il decreto dedica particolare attenzione anche ai software e ai beni immateriali 4.0.
In questo caso, l’origine non dipende dalla sede legale dell’azienda, ma dal luogo in cui avviene lo sviluppo reale del prodotto.
Il produttore o licenziante deve dichiarare che:
- lo sviluppo sostanziale (architettura, codice, test) è avvenuto in UE/SEE;
- almeno il 50% del valore dello sviluppo è riconducibile a soggetti operanti stabilmente in Europa;
- eventuali componenti open source non incidono sul calcolo dell’origine.
Fotovoltaico e rinnovabili: cosa è ammesso
Tra gli investimenti agevolabili rientrano anche quelli per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, purché destinati all’autoconsumo.
Per il fotovoltaico, l’agevolazione è limitata ai moduli ad alta efficienza con celle prodotte in UE, inclusi negli elenchi ENEA.
Il decreto introduce inoltre:
- un limite massimo di producibilità pari al 105% del fabbisogno energetico aziendale;
- tetti di spesa differenziati per tecnologia (fotovoltaico, eolico, pompe di calore, sistemi di accumulo).
Come si accede all’incentivo
La procedura deve avvenire tramite comunicazione al Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
A supporto, è richiesta una perizia tecnica asseverata che certifichi requisiti 4.0 e interconnessione, rimane sempre obbligatoria la certificazione contabile delle spese.
Controlli e rischi
Il GSE effettua verifiche documentali e tecniche anche negli anni successivi.
La documentazione deve essere conservata per dieci anni. In caso di irregolarità o false dichiarazioni, l’agevolazione viene revocata e recuperata dall’Agenzia delle Entrate con sanzioni e interessi.
Un’opportunità da pianificare con attenzione
L’iper-ammortamento 2026 è un incentivo molto vantaggioso, ma la scelta dei fornitori, la verifica dell’origine dei beni e la corretta impostazione documentale diventano fattori decisivi.
Le imprese che iniziano ora a pianificare gli investimenti avranno un vantaggio competitivo concreto, sia in termini fiscali sia di posizionamento tecnologico.
La nostra società è a disposizione per affiancare le imprese passo dopo passo, supportandole nella pianificazione degli investimenti, nella gestione completa della pratica e nel presidio dei controlli, con un approccio orientato alla massima sicurezza e al risultato.
Per ottenere maggiori informazioni, valutare l’ammissibilità dei tuoi investimenti o ricevere una consulenza personalizzata, contattaci senza impegno: noi di SIC siamo pronti ad aiutarti a trasformare l’Iper-ammortamento 2026 in un reale vantaggio competitivo per la tua azienda.










