Iper-ammortamento 2026: al via la comunicazione preventiva sul portale GSE

Dal 12 giugno 2026 è stato aperto il portale GSE per le comunicazioni preventive per accedere al nuovo Iper-ammortamento 2026. Si tratta di un’importante opportunità per le imprese che intendono investire in macchinari, impianti, tecnologie digitali, software e soluzioni digitali, beneficiando di un significativo vantaggio fiscale. Come funziona l’agevolazione L’Iper-ammortamento 2026 consente di aumentare il costo fiscalmente riconosciuto dei beni 4.0, ottenendo una maggiore deduzione fiscale. Le maggiorazioni previste arrivano fino al 180% per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Cosa si può fare dal 12 giugno La piattaforma GSE è stata aperta per la prima fase della procedura: la comunicazione preventiva. In questa fase l’impresa comunica l’investimento programmato, indicando i dati aziendali, la struttura produttiva interessata, la tipologia di bene e l’importo previsto al fine di prenotare le risorse. Le successive fasi, relative alla conferma dell’ordine con acconto almeno pari al 20% e alla comunicazione di completamento, saranno abilitate successivamente secondo quanto stabilito dal decreto direttoriale atteso. Come accedere alla agevolazione Per accedere correttamente all’agevolazione è fondamentale definire la pratica fin dall’inizio, verificando l’ammissibilità dei beni e raccogliendo la documentazione necessaria. Una gestione corretta della pratica consente di ridurre il rischio di errori e di massimizzare il beneficio fiscale ottenibile. Noi di SIC ti affianchiamo in tutte le fasi della pratica di Iper-ammortamento 2026: dalla verifica preliminare dell’investimento alla comunicazione preventiva sul portale GSE, fino alla raccolta documentale, alla perizia e revisione contabile e alle successive fasi di conferma e completamento. Chi sta programmando investimenti in beni 4.0 può valutare fin da subito l’accesso alla misura, trasformando l’acquisto di nuove tecnologie in un concreto vantaggio fiscale.

Iper-ammortamento 2026-2028: firmati i decreti attuativi, la misura entra nella fase operativa

Con la pubblicazione dei decreti attuativi firmati dal MIMIT e dal MEF il 4 maggio 2026, prende forma il nuovo iper-ammortamento 2026, una misura pensata per sostenere le imprese italiane che investono in beni strumentali tecnologicamente avanzati e in soluzioni per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Si tratta di un’agevolazione particolarmente interessante per le aziende che intendono rinnovare i propri impianti, acquistare nuovi macchinari, digitalizzare i processi produttivi o migliorare la propria efficienza energetica. La misura riprende la logica già conosciuta delle precedenti agevolazioni Industria 4.0, introducendo un meccanismo fiscale basato sulla maggiorazione del costo di acquisizione dei beni. In un contesto in cui competitività, automazione, interconnessione e sostenibilità energetica sono sempre più centrali, l’iper-ammortamento rappresenta uno strumento concreto per accompagnare le imprese nei propri programmi di investimento. Una misura per sostenere gli investimenti produttivi L’iper-ammortamento 2026 è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 e si rivolge alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale. Rientrano nella misura i beni riconducibili agli allegati IV e V della Legge n. 199/2025, in continuità con le precedenti logiche Industria 4.0, oltre agli investimenti finalizzati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. Possono accedere al beneficio tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza e dalla dimensione aziendale, a condizione che gli investimenti siano effettuati e completati nel periodo previsto dalla normativa, dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il beneficio consiste nella possibilità di maggiorare fiscalmente il costo del bene acquistato. Questo significa che l’impresa potrà dedurre, attraverso ammortamenti o canoni di leasing, un importo superiore rispetto al costo effettivamente sostenuto. Non si tratta quindi di un credito d’imposta immediato, ma di un vantaggio fiscale che si manifesta negli anni attraverso una riduzione del reddito imponibile. Le percentuali di maggiorazione previste sono particolarmente rilevanti: Per le imprese che stanno programmando investimenti significativi in macchinari, impianti o sistemi tecnologici, questa misura può quindi incidere in modo importante sulla convenienza economica complessiva dell’operazione. Innovazione digitale ed energia rinnovabile Uno degli aspetti più interessanti del nuovo iper-ammortamento è la possibilità di valorizzare non solo gli investimenti in beni strumentali 4.0, ma anche quelli legati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. La misura può quindi accompagnare le imprese in due direzioni strategiche: da un lato l’innovazione dei processi produttivi, attraverso beni interconnessi e tecnologicamente avanzati; dall’altro il miglioramento dell’autonomia energetica, sempre più importante per contenere i costi e aumentare la sostenibilità dell’attività aziendale. Per gli impianti da fonti rinnovabili, il decreto prevede specifici criteri di dimensionamento. In particolare, la producibilità massima attesa non potrà superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva. Sono inoltre previsti limiti di costo massimo ammissibile, definiti in base alla fonte rinnovabile e alla potenza dell’impianto. Una procedura da pianificare correttamente Pur trattandosi di un’opportunità molto interessante, l’accesso all’iper-ammortamento richiede una corretta pianificazione fin dalle prime fasi dell’investimento. La procedura sarà gestita tramite il portale del GSE e prevede diversi momenti principali. Il primo è la comunicazione preventiva, con la quale l’impresa segnala l’investimento previsto, indicando la tipologia dei beni, l’importo stimato e le tempistiche di entrata in funzione o interconnessione. Il secondo passaggio è la comunicazione di conferma, da trasmettere entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE, con l’indicazione dell’acconto versato, pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene, e dei riferimenti delle fatture. Il terzo passaggio è la comunicazione di completamento, da inviare a investimento concluso e comunque entro il 15 novembre 2028. Per i beni 4.0 sarà necessario dimostrare l’avvenuta interconnessione al sistema aziendale. Accanto a questi adempimenti, il decreto prevede anche specifiche comunicazioni periodiche al GSE, utili al monitoraggio della misura soprattutto nel caso in cui l’investimento non venga concluso entro il medesimo anno. A partire dalla prima comunicazione preventiva e fino al termine di fruizione dell’agevolazione, l’impresa dovrà trasmettere entro il 20 gennaio di ciascun anno una comunicazione periodica contenente le informazioni relative agli investimenti effettuati, al costo sostenuto e alla previsione di utilizzo del beneficio. Entro il successivo 30 giugno dovrà invece essere inviata una comunicazione integrativa della precedente, contenente il relativo piano di ammortamento, con l’indicazione delle quote dell’incentivo imputate in ciascun esercizio. Il rispetto delle tempistiche sarà fondamentale, perché il mancato invio delle comunicazioni nei termini previsti può compromettere l’accesso al beneficio. Documentazione tecnica e contabile Come per le precedenti misure 4.0, anche il nuovo iper-ammortamento richiede una documentazione tecnica adeguata. Sarà necessaria una perizia tecnica asseverata, redatta da un professionista abilitato o da un ente di certificazione accreditato, per attestare che il bene possiede le caratteristiche richieste dalla normativa e che risulta correttamente interconnesso. È inoltre prevista una certificazione contabile, finalizzata ad attestare l’effettivo sostenimento delle spese agevolabili e la loro corrispondenza alla documentazione aziendale. Questi aspetti non devono essere considerati come semplici adempimenti formali, ma come elementi essenziali per tutelare l’impresa in caso di controlli e per garantire la corretta fruizione dell’agevolazione. Monitoraggio e controlli Le imprese che accedono alla misura dovranno rispettare anche specifici obblighi di monitoraggio, con comunicazioni periodiche annuali al GSE relative agli investimenti effettuati, alla previsione di utilizzo del beneficio e al piano di ammortamento. Il GSE sarà inoltre incaricato di effettuare verifiche documentali e controlli sugli investimenti agevolati. Per questo motivo sarà importante conservare con attenzione tutta la documentazione di supporto, comprese fatture, documenti di trasporto, perizie, certificazioni e ogni altro elemento utile a dimostrare la corretta applicazione della misura. Perché valutare subito l’iper-ammortamento 2026 L’iper-ammortamento 2026 può rappresentare una leva importante per le imprese che intendono investire nei prossimi anni. La misura consente di rendere più conveniente l’acquisto di beni strumentali innovativi, favorisce l’ammodernamento dei processi produttivi e può accompagnare le aziende verso una maggiore efficienza energetica. Per cogliere pienamente questa opportunità è però fondamentale valutare l’investimento in anticipo, verificare la compatibilità dei beni con i requisiti normativi e impostare correttamente la procedura fin dall’inizio. Una pianificazione non corretta, infatti, può comportare ritardi, difficoltà documentali o, nei casi più critici, la perdita del beneficio.

Nuovo iperammortamento 2026: incentivi fino al 220% per chi investe in innovazione e sostenibilità

Il 2026 segnerà una svolta per le imprese che investono in innovazione tecnologica e transizione energetica. Nella bozza della Legge di Bilancio, il Governo ha infatti introdotto il nuovo iperammortamento 2026, la misura che prenderà il posto dei piani Transizione 4.0 e 5.0. L’obiettivo è chiaro: favorire gli investimenti in beni strumentali 4.0 e green, premiando le aziende che scelgono di digitalizzare la produzione e migliorare l’efficienza energetica. Aliquote potenziate fino al 180% Le nuove aliquote di maggiorazione sono tra le più competitive degli ultimi anni.Per gli investimenti in beni strumentali 4.0, le imprese potranno beneficiare di: Questo significa che, per un’azienda soggetta a IRES al 24%, il vantaggio fiscale può arrivare fino al 43% circa.A essere ammessi saranno non solo i beni materiali, ma anche i beni immateriali, come i software connessi ai processi produttivi. Super incentivo per chi investe nel “green” Per le imprese che uniranno innovazione e sostenibilità, la misura diventa ancora più vantaggiosa.Gli investimenti che garantiscono un efficientamento energetico del 3% sull’intero sito produttivo o del 5% sul processo interessato godranno di una maggiorazione del 40%. Le nuove aliquote “green” arrivano così a: In pratica, un beneficio fiscale che può superare il 50% del costo dell’investimento. Agevolati anche fotovoltaico e rinnovabili Il nuovo iperammortamento apre le porte anche agli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.Sono inclusi, ad esempio, pannelli fotovoltaici, sistemi di accumulo e altre tecnologie FER, purché destinati all’autoconsumo aziendale. Una scelta in linea con la strategia di autonomia energetica e sostenibilità industriale promossa dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Semplificazioni e cumulabilità con altri incentivi Il meccanismo riprende alcune semplificazioni già sperimentate con successo nel Piano Transizione 5.0: L’incentivo sarà inoltre cumulabile con altre agevolazioni nazionali o comunitarie, nel rispetto del principio della “nettizzazione dei costi” – cioè evitando la sovra copertura dello stesso investimento. Misura valida per il solo 2026, con gestione affidata al GSE Il nuovo iperammortamento sarà operativo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, con possibilità di completare la consegna dei beni entro il 30 giugno 2027, a condizione che entro fine 2026 sia stato versato un acconto del 20%. La gestione operativa della misura sarà affidata al GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che si occuperà della piattaforma telematica e dei controlli. Restiamo in attesa di un decreto attuativo del MIMIT, che definirà nel dettaglio modalità, tempistiche e modelli di comunicazione. Rimangono aperte alcune questioni: Un’occasione per pianificare gli investimenti Con aliquote fino al 220% e un sistema semplificato di accesso, il nuovo iperammortamento 2026 rappresenta una grande opportunità per le imprese italiane che intendono innovare i propri processi e ridurre i consumi energetici. La misura non solo sostiene la digitalizzazione e la sostenibilità, ma rafforza la competitività delle aziende che scelgono di investire in tecnologie 4.0, rinnovabili e automazione