Bando Piemonte 2026: da oggi aperta la Linea B

Apre il portale per la presentazione delle domande relative alla Linea B – Efficientamento produttivo del bando Digitalizzazione ed efficientamento produttivo 2026 delle imprese della Regione Piemonte. Una misura pensata per sostenere le imprese piemontesi che vogliono investire in:– macchinari, impianti e attrezzature;– software e hardware;– efficientamento dei processi produttivi;– sicurezza sul lavoro;– economia circolare e diversificazione produttiva. L’agevolazione prevede un finanziamento agevolato fino al 100% delle spese ammissibili e, per le PMI, anche un possibile contributo a fondo perduto indicativamente tra il 10% e il 20%. Considerata l’apertura dello sportello e la possibilità di esaurimento delle risorse e chiusura anticipata dello sportello, è importante valutare subito eventuali investimenti programmati. Negli articoli precedenti abbiamo già riepilogato i principali aspetti del bando, fornendo una panoramica sulle linee di intervento, sulle spese ammissibili e sulle agevolazioni previste. Noi di SIC siamo a disposizione per valutare l’ammissibilità dei progetti di investimento e supportare le imprese nella presentazione della domanda.
Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026: contributi fino a 300.000 euro per le imprese manifatturiere

Nel 2026 arriva la seconda edizione di un’importante opportunità per le imprese manifatturiere che vogliono investire nel rafforzamento, nell’ammodernamento e nella crescita della propria attività produttiva. Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026, promosso dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud e gestito da Invitalia, sostiene le aziende che intendono realizzare interventi di sviluppo, innovazione e riqualificazione, con l’obiettivo di contrastare l’impoverimento produttivo e favorire modelli di impresa più moderni e sostenibili. La misura prevede un contributo a fondo perduto fino a 300.000 euro per impresa, con una copertura che può arrivare fino al 100% delle spese ammissibili. A chi si rivolge il bando Il bando è destinato alle imprese manifatturiere con la sezione del codice ATECO “C” che hanno unità produttive localizzate nei territori dei consorzi industriali del Lazio e nel Consorzio Piceno Consind. Si tratta quindi di un intervento mirato a sostenere specifiche aree produttive, offrendo alle imprese la possibilità di investire in modo concreto sul proprio futuro, migliorando strutture, processi, tecnologie e capacità produttiva. Cosa finanzia il Fondo Il Fondo sostiene investimenti finalizzati al potenziamento e alla trasformazione dell’attività manifatturiera. Sono finanziabili, tra gli altri, interventi relativi alla ristrutturazione o realizzazione dell’immobile produttivo, all’ammodernamento dell’unità produttiva, all’innovazione di prodotto e di processo, agli investimenti immateriali e alla conversione verso modelli più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico. La misura può quindi rappresentare un’occasione importante sia per le imprese che intendono rinnovare impianti e macchinari, sia per quelle che vogliono ampliare o avviare nuove unità produttive. Spese ammissibili Tra le principali spese ammissibili rientrano: Non sono invece ammesse spese per consulenze, leasing o costi ordinari di funzionamento. Un aspetto particolarmente interessante riguarda la possibilità di richiedere il contributo anche per beni già acquistati, purché la fattura sia stata emessa a partire dall’8 maggio 2024. Inoltre, il fondo può riguardare anche beni che hanno già beneficiato del credito d’imposta Industria 4.0 o Transizione 5.0, a condizione che il cumulo delle agevolazioni non superi il 100% del costo totale del bene e che l’acquisto non sia avvenuto tramite leasing. Intensità dell’agevolazione L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino a 300.000 euro per impresa. Il contributo può coprire fino al 100% delle spese ammesse e viene erogato in un’unica soluzione a saldo. È prevista anche la possibilità di richiedere un’anticipazione fino al 50%, presentando apposita garanzia fideiussoria. Questa impostazione rende il bando particolarmente interessante per le imprese che hanno in programma investimenti importanti e vogliono ridurre in modo significativo l’impatto economico dell’operazione. Cumulabilità Il Fondo è cumulabile con altri aiuti di Stato, anche in regime de minimis, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea. È inoltre possibile il cumulo con misure fiscali generali, non configurabili come aiuti di Stato, fino al raggiungimento del 100% del costo ammissibile. Resta comunque fermo il divieto di doppio finanziamento: le medesime spese non possono essere coperte più volte da agevolazioni diverse. Quando presentare la domanda Lo sportello per la presentazione delle domande aprirà il 31 agosto 2026 e resterà attivo fino al 30 ottobre 2026. Considerata l’importanza dell’agevolazione e la necessità di verificare correttamente requisiti, localizzazione dell’unità produttiva, spese ammissibili e condizioni di cumulabilità, è consigliabile muoversi con anticipo. Perché attivarsi subito Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 rappresenta una concreta opportunità per le imprese manifatturiere che vogliono investire in crescita, innovazione e sostenibilità. La possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto fino a 300.000 euro, con copertura fino al 100% delle spese ammissibili, rende questa misura particolarmente vantaggiosa per chi ha già realizzato investimenti o intende programmare nuovi interventi nei prossimi mesi. Noi di S.I.C. possiamo assistere le imprese in tutte le fasi della pratica: dalla verifica preliminare dei requisiti alla predisposizione della documentazione, fino alla presentazione della domanda e alla gestione dell’iter successivo. Per questo motivo, è importante valutare fin da subito la propria posizione e prenotarsi per tempo, così da arrivare preparati all’apertura dello sportello.
Liguria: al via il bando regionale per accompagnare le imprese verso l’economia circolare

Apre oggi, 1° luglio 2026, il nuovo bando della Regione Liguria, alla sua sesta edizione, dedicato alle imprese che vogliono innovare i propri processi produttivi e renderli più sostenibili. La misura, attiva nell’ambito del FESR 2021-2027 – OS 2.6 – Azione 2.6.1, resterà aperta fino al 31 luglio 2026. Il bando rappresenta un’importante opportunità per le micro, piccole e medie imprese liguri che desiderano investire in soluzioni orientate all’economia circolare, migliorando l’efficienza nell’utilizzo delle risorse, riducendo la produzione di rifiuti e valorizzando scarti e sottoprodotti come nuove materie prime. L’obiettivo della misura è sostenere il passaggio da un modello produttivo tradizionale a un approccio circolare, capace di coniugare crescita, innovazione e sostenibilità ambientale. Il bando sostiene progetti che rendono l’azienda più “green” attraverso: I progetti devono avere un costo compreso tra 25.000 e 350.000 euro e devono essere conclusi entro 15 mesi. Gli investimenti devono avere un valore compreso tra 25.000 e 350.000 euro e possono beneficiare di un’agevolazione fino al 100% delle spese ammissibili, articolata in un 50% a fondo perduto e in un 50% sotto forma di finanziamento a tasso agevolato, con durata massima fino a 8 anni. È inoltre previsto un aiuto per ridurre i costi delle garanzie. Per le imprese liguri si tratta quindi di un’occasione concreta per trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo, investendo in tecnologie, processi e soluzioni capaci di rendere l’attività aziendale più efficiente e moderna. Le domande possono essere presentate da oggi, 1° luglio 2026, e fino al 31 luglio 2026: per questo è fondamentale prenotarsi per tempo e avviare subito la verifica dei requisiti e della documentazione necessaria. Noi di S.I.C. affianchiamo le imprese in tutte le fasi della pratica: dalla verifica preliminare dei requisiti alla raccolta documentale, dalla predisposizione della domanda fino alla gestione completa dell’iter agevolativo.
Iper-ammortamento 2026-2028: prenotare bene oggi per non rischiare domani

Con l’avvio della nuova misura dell’Iper-ammortamento 2026-2028, molte imprese stanno valutando investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati. Si tratta di un’opportunità importante, ma che richiede attenzione fin dalle prime fasi, a partire dalla corretta prenotazione dei fondi. La prenotazione rappresenta il primo passaggio per accedere all’agevolazione e deve essere gestita con cura, in modo che le informazioni comunicate siano coerenti con l’investimento previsto, con la documentazione aziendale e con le caratteristiche del bene. Nei primi giorni dall’apertura della procedura si è già registrato un numero elevato di domande e prenotazioni, a conferma del forte interesse delle imprese verso questa misura. Proprio per questo motivo è importante muoversi per tempo e impostare correttamente la pratica, evitando errori che potrebbero creare difficoltà nelle fasi successive. Uno degli aspetti da valutare con maggiore attenzione riguarda l’importo da prenotare. In molti casi, infatti, il valore dell’investimento non coincide soltanto con il prezzo del macchinario indicato nel preventivo, ma può comprendere anche ulteriori costi collegati alla sua realizzazione. Una valutazione superficiale potrebbe quindi portare a sottostimare l’investimento complessivo e a complicare la gestione della pratica. È inoltre opportuno evidenziare che, allo stato attuale, la procedura non risulta ancora pienamente operativa per quanto riguarda il passaggio successivo alla prenotazione, ovvero la comunicazione di conferma del 20% dell’investimento. Tale fase dovrà essere gestita successivamente, secondo le modalità e le tempistiche che verranno rese disponibili sul portale GSE. Per questo motivo è fondamentale analizzare fin da subito l’operazione nel suo insieme, verificando la coerenza tra il bene acquistato, la documentazione disponibile e i requisiti previsti dalla normativa. Una prenotazione ben impostata consente di affrontare con maggiore sicurezza anche i passaggi successivi, dalla conferma dell’investimento fino alla raccolta della documentazione tecnica e contabile. L’accesso all’Iper-ammortamento non si esaurisce infatti con la sola prenotazione, ma prevede un percorso più ampio, che comprende verifiche, comunicazioni e adempimenti legati al bene e alla sua interconnessione. Una gestione ordinata fin dall’inizio permette di ridurre il rischio di criticità e di rendere l’intero iter più semplice e lineare. Affidarsi a professionisti specializzati consente alle imprese di valutare correttamente l’investimento, impostare la pratica in modo adeguato e gestire con maggiore tranquillità tutte le fasi richieste. Prenotare correttamente oggi significa quindi tutelare l’investimento di domani e sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’Iper-ammortamento 2026-2028.
Digitalizzazione ed efficientamento produttivo 2026: nuove opportunità per le imprese piemontesi

La Regione Piemonte sostiene gli investimenti delle imprese con il bando “Digitalizzazione e efficientamento produttivo delle imprese 2026”, misura prevista nell’ambito del PR FESR Piemonte 2021-2027. L’obiettivo è favorire la crescita competitiva delle imprese piemontesi attraverso progetti di digitalizzazione, efficienza produttiva, sostenibilità, sicurezza sul lavoro, occupazione qualificata e sviluppo aziendale. Il bando rappresenta un’opportunità interessante per le aziende che intendono investire in nuovi macchinari, tecnologie, software, hardware o interventi finalizzati al miglioramento dei processi produttivi. A chi si rivolge La misura è destinata a: Si tratta quindi di un intervento rivolto a una platea ampia di imprese, dalle realtà più piccole fino ad aziende più strutturate, purché localizzate sul territorio piemontese. Cosa finanzia Sono ammissibili investimenti per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e componenti funzionali, inclusi software, hardware, veicoli puliti e pannelli fotovoltaici. Il bando può inoltre finanziare le spese di installazione e posa in opera degli impianti, comprese eventuali opere murarie necessarie, oltre a diritti di proprietà intellettuale e spese di progettazione e sviluppo connesse al progetto. Per alcune voci sono previsti specifici limiti: i pannelli fotovoltaici sono ammessi fino al 20% delle spese ammissibili, le opere di installazione e posa in opera fino al 20% degli investimenti, mentre i diritti di proprietà intellettuale fino al 10% delle spese ammissibili. Le due linee di investimento Il bando si articola in due linee. La Linea A – Digitalizzazione sostiene l’adozione di tecnologie digitali avanzate e interventi in ambito cybersecurity. È pensata per le imprese che vogliono rafforzare i propri processi digitali e migliorare la sicurezza informatica. La Linea B – Efficientamento produttivo riguarda invece progetti di economia circolare, diversificazione produttiva e sicurezza sul lavoro. È la linea dedicata alle imprese che intendono migliorare l’efficienza dei processi produttivi e rendere più competitiva la propria attività. In cosa consiste l’agevolazione L’agevolazione prevede un finanziamento agevolato fino al 100% delle spese e il finanziamento è composto per il 70% da fondi regionali a tasso zero e per il restante 30% da fondi bancari a tassi di mercato. Per le sole PMI è inoltre previsto un contributo a fondo perduto, con percentuali variabili in base alla dimensione dell’impresa e alla tipologia di progetto. Indicativamente, il contributo può collocarsi tra il 10% e il 20%. Apertura degli sportelli Gli sportelli apriranno in due momenti distinti: Entrambi gli sportelli resteranno aperti fino al 29 ottobre 2028, salvo esaurimento fondi anticipata. Importi, durata e cumulo Il costo complessivo del progetto deve essere compreso tra 50.000 euro e 3.000.000 euro. Gli interventi devono avere una durata massima di 18 mesi e non è possibile cumulare le agevolazioni delle due linee, A e B, sulle stesse fatture. È invece consentito il cumulo con i crediti d’imposta ordinari, come quelli fiscali, purché non venga superato il costo complessivo del bene. Il bando Digitalizzazione ed efficientamento produttivo 2026 rappresenta uno strumento utile per le imprese piemontesi che vogliono investire in innovazione, tecnologie, efficienza produttiva e sicurezza. Grazie alla combinazione tra finanziamento agevolato e, per le PMI, contributo a fondo perduto, la misura può accompagnare concretamente le aziende nella realizzazione di progetti di crescita e miglioramento competitivo. Per le imprese interessate, il primo passo è analizzare il progetto di investimento, individuare la linea più adatta e verificare la corretta impostazione della domanda.
Investimenti sostenibili 4.0 per il Mezzogiorno: un’opportunità per innovare e crescere

Le imprese del Mezzogiorno hanno oggi una concreta possibilità per accelerare i propri progetti di innovazione, ammodernamento produttivo e sostenibilità. Il bando Investimenti sostenibili 4.0 per il Mezzogiorno sostiene le aziende che vogliono investire in nuove tecnologie, macchinari avanzati, digitalizzazione dei processi, efficientamento energetico e modelli produttivi più sostenibili. Si tratta di una misura particolarmente interessante per le imprese che intendono rafforzare la propria competitività, migliorare l’efficienza operativa e affrontare con strumenti più moderni le sfide del mercato. A chi si rivolge Il bando è destinato alle imprese localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, operanti nei settori delle attività manifatturiere e dei servizi alle imprese. L’obiettivo è accompagnare le aziende in un percorso di crescita fondato su innovazione tecnologica, transizione digitale e sostenibilità ambientale. Quali investimenti sono agevolabili La misura finanzia programmi di investimento finalizzati all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, oltre a software, licenze e soluzioni digitali necessarie al funzionamento delle nuove tecnologie. Sono inoltre ammissibili le opere murarie connesse all’installazione dei beni, entro il limite del 40% dei costi totali, e le consulenze specialistiche legate alla trasformazione digitale o alla realizzazione di diagnosi energetiche. I progetti devono avere un valore compreso tra 750.000 euro e 5 milioni di euro e non possono superare il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato. Il vantaggio economico Uno degli aspetti più interessanti della misura è la combinazione tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. L’agevolazione prevede infatti: La restante quota del 25% dovrà essere coperta dall’impresa con risorse proprie o tramite finanziamenti bancari esterni. Questa struttura consente alle aziende di realizzare investimenti importanti riducendo in modo significativo il fabbisogno finanziario iniziale. Tempistiche e principali condizioni Al momento il bando non risulta ancora aperto e non è stata comunicata una data precisa per l’apertura dello sportello. Proprio per questo, è consigliabile iniziare fin da subito una valutazione preliminare dell’investimento, così da arrivare preparati nel momento in cui sarà possibile presentare la domanda. Gli investimenti devono essere avviati solo dopo la presentazione della domanda e devono essere completati entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione. I beni acquistati dovranno inoltre rimanere nella disponibilità dell’impresa per almeno 3 anni. Non sono invece ammissibili alcune tipologie di spesa, tra cui l’acquisto di terreni o fabbricati, beni usati, revamping, mezzi di trasporto, contratti di leasing e spese per la formazione del personale. Un’occasione da valutare con attenzione Il bando rappresenta un’opportunità strategica per le imprese del Mezzogiorno che desiderano investire in crescita, efficienza e innovazione. Per accedere correttamente alla misura è però fondamentale analizzare con attenzione il progetto, verificare l’ammissibilità delle spese e predisporre una domanda coerente con i requisiti previsti. Noi di SIC possiamo supportare le imprese fin dalle prime fasi, attraverso una valutazione preliminare dell’investimento, l’impostazione corretta del progetto e la predisposizione dell’intera domanda, accompagnando l’azienda lungo tutto il percorso fino all’ottenimento dell’agevolazione.
Iper-ammortamento 2026: al via la comunicazione preventiva sul portale GSE

Dal 12 giugno 2026 è stato aperto il portale GSE per le comunicazioni preventive per accedere al nuovo Iper-ammortamento 2026. Si tratta di un’importante opportunità per le imprese che intendono investire in macchinari, impianti, tecnologie digitali, software e soluzioni digitali, beneficiando di un significativo vantaggio fiscale. Come funziona l’agevolazione L’Iper-ammortamento 2026 consente di aumentare il costo fiscalmente riconosciuto dei beni 4.0, ottenendo una maggiore deduzione fiscale. Le maggiorazioni previste arrivano fino al 180% per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Cosa si può fare dal 12 giugno La piattaforma GSE è stata aperta per la prima fase della procedura: la comunicazione preventiva. In questa fase l’impresa comunica l’investimento programmato, indicando i dati aziendali, la struttura produttiva interessata, la tipologia di bene e l’importo previsto al fine di prenotare le risorse. Le successive fasi, relative alla conferma dell’ordine con acconto almeno pari al 20% e alla comunicazione di completamento, saranno abilitate successivamente secondo quanto stabilito dal decreto direttoriale atteso. Come accedere alla agevolazione Per accedere correttamente all’agevolazione è fondamentale definire la pratica fin dall’inizio, verificando l’ammissibilità dei beni e raccogliendo la documentazione necessaria. Una gestione corretta della pratica consente di ridurre il rischio di errori e di massimizzare il beneficio fiscale ottenibile. Noi di SIC ti affianchiamo in tutte le fasi della pratica di Iper-ammortamento 2026: dalla verifica preliminare dell’investimento alla comunicazione preventiva sul portale GSE, fino alla raccolta documentale, alla perizia e revisione contabile e alle successive fasi di conferma e completamento. Chi sta programmando investimenti in beni 4.0 può valutare fin da subito l’accesso alla misura, trasformando l’acquisto di nuove tecnologie in un concreto vantaggio fiscale.
Transizione 4.0: la comunicazione di completamento diventa un passaggio decisivo per le imprese

La gestione degli investimenti Transizione 4.0 entra in una fase particolarmente importante per tutte le imprese che hanno programmato o realizzato investimenti in beni strumentali materiali nuovi. Con il recente decreto direttoriale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha previsto nuovi termini per la trasmissione della comunicazione di completamento degli investimenti 31 luglio 2026 per quelli ultimati entro il 30 giugno 2026. Non basta aver acquistato il bene Uno degli aspetti più importanti della Transizione 4.0 è che l’acquisto del macchinario, da solo, non è sufficiente per garantire la corretta fruizione del credito d’imposta. Per accedere al beneficio è necessario dimostrare che l’investimento rispetti i requisiti tecnici previsti dalla normativa, che il bene sia effettivamente riconducibile agli allegati agevolabili e che sia presente la documentazione necessaria a supportare la richiesta. In questa fase, quindi, diventa fondamentale verificare la coerenza tra investimento realizzato, documentazione tecnica, fatture, ordini, acconti, interconnessione e comunicazioni trasmesse. Una fase delicata da non sottovalutare La comunicazione di completamento rappresenta un passaggio centrale dell’intera procedura. È il momento in cui l’impresa conferma il completamento dell’investimento e comunica le informazioni necessarie per la gestione del credito maturato. Il decreto nasce proprio dall’esigenza di concedere più tempo alle imprese per completare correttamente questa fase. Tuttavia, il maggior tempo a disposizione non dovrebbe essere interpretato come un semplice rinvio, ma come un’opportunità per controllare con attenzione la pratica. Errori nei dati comunicati, documenti mancanti o valutazioni tecniche incomplete possono infatti generare criticità nella successiva fase di utilizzo del credito. Il ruolo della documentazione Per le imprese che hanno effettuato investimenti 4.0, la documentazione assume un ruolo sempre più rilevante. Non si tratta soltanto di conservare fatture e conferme d’ordine, ma di costruire un fascicolo completo e coerente, in grado di dimostrare il rispetto dei requisiti richiesti. Tra gli elementi più importanti rientrano la corretta classificazione del bene, la verifica dell’interconnessione, la disponibilità della perizia o dell’attestazione, la coerenza degli importi agevolabili e la corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto effettivamente realizzato. Perché conviene muoversi per tempo Le nuove scadenze offrono alle imprese un margine operativo più ampio, ma la gestione della pratica richiede comunque attenzione e metodo. Verificare la posizione con anticipo consente di individuare eventuali criticità, recuperare documentazione mancante, correggere incongruenze e arrivare alla comunicazione finale con una pratica ordinata. Questo approccio permette di ridurre il rischio di contestazioni e di tutelare il beneficio fiscale maturato. Il nostro supporto alle imprese In un contesto in cui gli adempimenti sono sempre più tecnici e collegati a specifiche procedure ministeriali, affidarsi a un supporto qualificato può fare la differenza. Supportiamo le imprese nella verifica degli investimenti Transizione 4.0, nell’analisi dei requisiti tecnici, nella raccolta della documentazione, nella predisposizione della perizia o attestazione e nella gestione delle comunicazioni previste. L’obiettivo è accompagnare l’azienda in modo semplice e sicuro, evitando errori procedurali e consentendo una corretta fruizione del credito d’imposta. La comunicazione di completamento non è un semplice adempimento formale, ma un passaggio fondamentale per chiudere correttamente il percorso Transizione 4.0. Le imprese che hanno effettuato investimenti agevolabili dovrebbero utilizzare questo periodo per verificare la propria posizione, completare la documentazione e assicurarsi che ogni elemento della pratica sia coerente. Una gestione attenta oggi consente di proteggere il beneficio fiscale e affrontare con maggiore sicurezza le fasi successive.
Iper-ammortamento 2026-2028: firmati i decreti attuativi, la misura entra nella fase operativa

Con la pubblicazione dei decreti attuativi firmati dal MIMIT e dal MEF il 4 maggio 2026, prende forma il nuovo iper-ammortamento 2026, una misura pensata per sostenere le imprese italiane che investono in beni strumentali tecnologicamente avanzati e in soluzioni per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Si tratta di un’agevolazione particolarmente interessante per le aziende che intendono rinnovare i propri impianti, acquistare nuovi macchinari, digitalizzare i processi produttivi o migliorare la propria efficienza energetica. La misura riprende la logica già conosciuta delle precedenti agevolazioni Industria 4.0, introducendo un meccanismo fiscale basato sulla maggiorazione del costo di acquisizione dei beni. In un contesto in cui competitività, automazione, interconnessione e sostenibilità energetica sono sempre più centrali, l’iper-ammortamento rappresenta uno strumento concreto per accompagnare le imprese nei propri programmi di investimento. Una misura per sostenere gli investimenti produttivi L’iper-ammortamento 2026 è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 e si rivolge alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale. Rientrano nella misura i beni riconducibili agli allegati IV e V della Legge n. 199/2025, in continuità con le precedenti logiche Industria 4.0, oltre agli investimenti finalizzati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. Possono accedere al beneficio tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza e dalla dimensione aziendale, a condizione che gli investimenti siano effettuati e completati nel periodo previsto dalla normativa, dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il beneficio consiste nella possibilità di maggiorare fiscalmente il costo del bene acquistato. Questo significa che l’impresa potrà dedurre, attraverso ammortamenti o canoni di leasing, un importo superiore rispetto al costo effettivamente sostenuto. Non si tratta quindi di un credito d’imposta immediato, ma di un vantaggio fiscale che si manifesta negli anni attraverso una riduzione del reddito imponibile. Le percentuali di maggiorazione previste sono particolarmente rilevanti: Per le imprese che stanno programmando investimenti significativi in macchinari, impianti o sistemi tecnologici, questa misura può quindi incidere in modo importante sulla convenienza economica complessiva dell’operazione. Innovazione digitale ed energia rinnovabile Uno degli aspetti più interessanti del nuovo iper-ammortamento è la possibilità di valorizzare non solo gli investimenti in beni strumentali 4.0, ma anche quelli legati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. La misura può quindi accompagnare le imprese in due direzioni strategiche: da un lato l’innovazione dei processi produttivi, attraverso beni interconnessi e tecnologicamente avanzati; dall’altro il miglioramento dell’autonomia energetica, sempre più importante per contenere i costi e aumentare la sostenibilità dell’attività aziendale. Per gli impianti da fonti rinnovabili, il decreto prevede specifici criteri di dimensionamento. In particolare, la producibilità massima attesa non potrà superare il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva. Sono inoltre previsti limiti di costo massimo ammissibile, definiti in base alla fonte rinnovabile e alla potenza dell’impianto. Una procedura da pianificare correttamente Pur trattandosi di un’opportunità molto interessante, l’accesso all’iper-ammortamento richiede una corretta pianificazione fin dalle prime fasi dell’investimento. La procedura sarà gestita tramite il portale del GSE e prevede diversi momenti principali. Il primo è la comunicazione preventiva, con la quale l’impresa segnala l’investimento previsto, indicando la tipologia dei beni, l’importo stimato e le tempistiche di entrata in funzione o interconnessione. Il secondo passaggio è la comunicazione di conferma, da trasmettere entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE, con l’indicazione dell’acconto versato, pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene, e dei riferimenti delle fatture. Il terzo passaggio è la comunicazione di completamento, da inviare a investimento concluso e comunque entro il 15 novembre 2028. Per i beni 4.0 sarà necessario dimostrare l’avvenuta interconnessione al sistema aziendale. Accanto a questi adempimenti, il decreto prevede anche specifiche comunicazioni periodiche al GSE, utili al monitoraggio della misura soprattutto nel caso in cui l’investimento non venga concluso entro il medesimo anno. A partire dalla prima comunicazione preventiva e fino al termine di fruizione dell’agevolazione, l’impresa dovrà trasmettere entro il 20 gennaio di ciascun anno una comunicazione periodica contenente le informazioni relative agli investimenti effettuati, al costo sostenuto e alla previsione di utilizzo del beneficio. Entro il successivo 30 giugno dovrà invece essere inviata una comunicazione integrativa della precedente, contenente il relativo piano di ammortamento, con l’indicazione delle quote dell’incentivo imputate in ciascun esercizio. Il rispetto delle tempistiche sarà fondamentale, perché il mancato invio delle comunicazioni nei termini previsti può compromettere l’accesso al beneficio. Documentazione tecnica e contabile Come per le precedenti misure 4.0, anche il nuovo iper-ammortamento richiede una documentazione tecnica adeguata. Sarà necessaria una perizia tecnica asseverata, redatta da un professionista abilitato o da un ente di certificazione accreditato, per attestare che il bene possiede le caratteristiche richieste dalla normativa e che risulta correttamente interconnesso. È inoltre prevista una certificazione contabile, finalizzata ad attestare l’effettivo sostenimento delle spese agevolabili e la loro corrispondenza alla documentazione aziendale. Questi aspetti non devono essere considerati come semplici adempimenti formali, ma come elementi essenziali per tutelare l’impresa in caso di controlli e per garantire la corretta fruizione dell’agevolazione. Monitoraggio e controlli Le imprese che accedono alla misura dovranno rispettare anche specifici obblighi di monitoraggio, con comunicazioni periodiche annuali al GSE relative agli investimenti effettuati, alla previsione di utilizzo del beneficio e al piano di ammortamento. Il GSE sarà inoltre incaricato di effettuare verifiche documentali e controlli sugli investimenti agevolati. Per questo motivo sarà importante conservare con attenzione tutta la documentazione di supporto, comprese fatture, documenti di trasporto, perizie, certificazioni e ogni altro elemento utile a dimostrare la corretta applicazione della misura. Perché valutare subito l’iper-ammortamento 2026 L’iper-ammortamento 2026 può rappresentare una leva importante per le imprese che intendono investire nei prossimi anni. La misura consente di rendere più conveniente l’acquisto di beni strumentali innovativi, favorisce l’ammodernamento dei processi produttivi e può accompagnare le aziende verso una maggiore efficienza energetica. Per cogliere pienamente questa opportunità è però fondamentale valutare l’investimento in anticipo, verificare la compatibilità dei beni con i requisiti normativi e impostare correttamente la procedura fin dall’inizio. Una pianificazione non corretta, infatti, può comportare ritardi, difficoltà documentali o, nei casi più critici, la perdita del beneficio.
Un gesto concreto per il territorio: il DAE a disposizione della comunità

Nel contesto attuale, il ruolo di un’impresa non si limita più esclusivamente alla propria attività economica. Sempre più spesso, le aziende sono chiamate a contribuire in modo attivo al benessere e alla sicurezza del territorio in cui operano. È proprio in questa direzione che si inserisce la nostra ultima iniziativa: la messa a disposizione di un Defibrillatore Automatico Esterno (DAE), accessibile in caso di emergenza a chiunque si trovi nelle vicinanze della nostra sede. Un presidio concreto per la sicurezza L’installazione di un DAE rappresenta un intervento concreto e immediato a supporto della comunità. In situazioni di arresto cardiaco, la tempestività è un fattore determinante: intervenire nei primi minuti può aumentare in modo significativo le probabilità di sopravvivenza. Disporre di un dispositivo accessibile sul territorio significa quindi ridurre i tempi di intervento e offrire una possibilità reale di soccorso prima dell’arrivo dei servizi di emergenza. Un servizio aperto al territorio Il defibrillatore installato presso la nostra sede non è pensato come una semplice dotazione interna, ma come un vero e proprio servizio a disposizione della collettività. Chiunque si trovi nelle vicinanze, in caso di necessità, può farvi riferimento, contribuendo così a creare una rete di sicurezza diffusa. Questa iniziativa nasce dalla volontà di offrire un contributo concreto alla sicurezza del territorio, mettendo a disposizione uno strumento in grado di fare la differenza nei momenti più critici. La presenza di un DAE consente infatti di aumentare le possibilità di intervento tempestivo in caso di emergenze cardiache, riducendo i tempi di attesa e migliorando le probabilità di soccorso efficace. Allo stesso tempo, rappresenta un passo importante nella diffusione di una cultura della prevenzione e della responsabilità sociale, nella convinzione che la tutela della vita sia un valore condiviso che coinvolge tutti. Il nostro impegno Per noi, fare impresa significa anche assumersi una responsabilità verso le persone e il contesto in cui operiamo. Questa scelta si inserisce in un percorso più ampio orientato alla sostenibilità, intesa non solo in termini ambientali o economici, ma anche sociali. Mettere a disposizione un DAE è un segnale concreto di attenzione verso la comunità e rappresenta un investimento in sicurezza, consapevolezza e valore condiviso. Un gesto semplice, un impatto reale Con questa iniziativa vogliamo dare un contributo tangibile alla sicurezza collettiva. Un gesto semplice, ma capace di generare un impatto concreto, perché in determinate situazioni anche un solo minuto può fare la differenza.
