Bando ISI INAIL 2025: importanti novità in arrivo

Il Bando ISI INAIL 2025 introduce alcune novità rilevanti rispetto all’edizione 2024, rafforzando il ruolo dello strumento come leva strategica per gli investimenti delle imprese in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La prima differenza significativa riguarda la struttura del finanziamento per le Assi 1.1, 2 e 3, ovvero accanto al progetto principale, il bando 2025 consente di inserire un “intervento aggiuntivo” ovvero un investimento aggiuntivo, finanziabile fino all’80% per un massimo di 20.000 euro e nel rispetto del massimale complessivo di 130.000 euro. Esempio pratico: se un’impresa presenta un progetto principale del valore di 100.000 euro, questo sarà agevolato al 65%. Al progetto principale può essere affiancato un intervento aggiuntivo, finanziabile fino a un massimo di 20.000 euro (eventuali importi superiori restano ammissibili ma non agevolati oltre tale soglia). Il contributo complessivo sarà quindi pari al 65% di 100.000 euro, a cui si aggiunge l’80% di 20.000 euro per l’intervento aggiuntivo. In ogni caso, l’importo massimo erogabile resta fissato a 130.000 euro, indipendentemente dalla presenza o meno dell’intervento aggiuntivo. Entrando nel dettaglio: Uno degli interventi aggiuntivi integrati riguarda l’Asse 3 relativo alla bonifica dell’amianto e prevede la realizzazione di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia. Ma la novità più rilevante, destinata ad avere un impatto concreto sulle strategie di investimento delle imprese, riguarda la cumulabilità con altri aiuti di Stato, come previsto nell’allegato “Criteri Delibera CdA INAIL n. 187 del 19/11/2025”. Viene prevista la cumulabilità, ma a precise condizioni. In particolare: Esempio pratico: in caso di progetto da 120.000 euro, il contributo ISI INAIL al 65% consente di ottenere 78.000 euro a fondo perduto. La quota residua di 42.000 euro, non coperta dal bando ISI, può essere oggetto di ulteriori agevolazioni, come la Nuova Sabatini; In questo quadro, diventa possibile, ad esempio, cumulare il contributo ISI INAIL con la Nuova Sabatini, purché vengano rispettati i massimali europei e venga garantita la separazione dei costi finanziati. Ai fini della presentazione della domanda, è inoltre richiesta lacopertura obbligatoria assicurativa contro i rischi catastrofali, in conformità a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2024, che introduce questo requisito come condizione necessaria per l’accesso alle agevolazioni. Il Bando ISI INAIL 2025 introduce alcune novità rilevanti rispetto alle precedenti edizioni, che incidono direttamente sulle modalità di costruzione dei progetti e sulla pianificazione degli investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Contattaci per una valutazione preliminare gratuita e scopri come trasformare un investimento in sicurezza in un concreto vantaggio economico per la tua azienda.

Iper-ammortamento 2026: tutte le regole del nuovo incentivo per investimenti 4.0

L’iper-ammortamento torna protagonista nel 2026 con una veste completamente nuova. La Legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto un nuovo meccanismo di supervalutazione fiscale degli investimenti in beni strumentali 4.0, destinato a sostituire la Transizione 4.0 e 5.0. Il decreto attuativo definisce le regole operative, i requisiti di accesso e gli obblighi documentali per le imprese. L’entrata in vigore è attesa a breve, dopo il via libera definitivo del MEF e della Corte dei Conti. Quanto vale l’iper-ammortamento 2026 Il nuovo incentivo consente di maggiorare fiscalmente il costo di acquisto dei beni, aumentando le quote di ammortamento deducibili. Le aliquote sono strutturate su più scaglioni: Il periodo agevolato va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Un chiarimento importante riguarda la tempistica: conta la data di consegna del bene, non quella dell’ordine. Di conseguenza, anche ordini effettuati prima del 2026 possono rientrare nell’agevolazione, se consegnati entro il termine previsto. La grande novità: solo beni “Made in UE” Il vero cambio di paradigma è l’introduzione del requisito di origine europea.Per accedere all’iper-ammortamento, i beni devono essere prodotti in uno Stato dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (SEE). È una novità assoluta nel panorama degli incentivi 4.0 italiani e riflette una scelta strategica chiara: favorire tecnologie e filiere produttive europee. Beni materiali: come dimostrare l’origine Per i beni materiali 4.0 (macchine utensili, robot, impianti automatizzati, sistemi di produzione e di autoproduzione energetica), l’origine si dimostra secondo le regole del Codice Doganale dell’Unione. Le imprese dovranno disporre di: Attenzione: semplici assemblaggi o lavorazioni minime non sono sufficienti a conferire origine europea. Software e beni immateriali: regole più stringenti Il decreto dedica particolare attenzione anche ai software e ai beni immateriali 4.0.In questo caso, l’origine non dipende dalla sede legale dell’azienda, ma dal luogo in cui avviene lo sviluppo reale del prodotto. Il produttore o licenziante deve dichiarare che: Fotovoltaico e rinnovabili: cosa è ammesso Tra gli investimenti agevolabili rientrano anche quelli per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, purché destinati all’autoconsumo. Per il fotovoltaico, l’agevolazione è limitata ai moduli ad alta efficienza con celle prodotte in UE, inclusi negli elenchi ENEA.Il decreto introduce inoltre: Come si accede all’incentivo La procedura deve avvenire tramite comunicazione al Gestore dei Servizi Energetici (GSE). A supporto, è richiesta una perizia tecnica asseverata che certifichi requisiti 4.0 e interconnessione, rimane sempre obbligatoria la certificazione contabile delle spese. Controlli e rischi Il GSE effettua verifiche documentali e tecniche anche negli anni successivi.La documentazione deve essere conservata per dieci anni. In caso di irregolarità o false dichiarazioni, l’agevolazione viene revocata e recuperata dall’Agenzia delle Entrate con sanzioni e interessi. Un’opportunità da pianificare con attenzione L’iper-ammortamento 2026 è un incentivo molto vantaggioso, ma la scelta dei fornitori, la verifica dell’origine dei beni e la corretta impostazione documentale diventano fattori decisivi. Le imprese che iniziano ora a pianificare gli investimenti avranno un vantaggio competitivo concreto, sia in termini fiscali sia di posizionamento tecnologico. La nostra società è a disposizione per affiancare le imprese passo dopo passo, supportandole nella pianificazione degli investimenti, nella gestione completa della pratica e nel presidio dei controlli, con un approccio orientato alla massima sicurezza e al risultato. Per ottenere maggiori informazioni, valutare l’ammissibilità dei tuoi investimenti o ricevere una consulenza personalizzata, contattaci senza impegno: noi di SIC siamo pronti ad aiutarti a trasformare l’Iper-ammortamento 2026 in un reale vantaggio competitivo per la tua azienda.

Bando ISI INAIL 2025: nuove risorse per la sicurezza e l’innovazione nelle imprese

L’INAIL ha pubblicato l’Avviso pubblico ISI INAIL 2025, uno degli strumenti di finanziamento più rilevanti a livello nazionale per sostenere gli investimenti delle imprese in salute e sicurezza sul lavoro. Il bando mette a disposizione contributi a fondo perduto destinati a progetti che producano un miglioramento concreto e documentabile delle condizioni lavorative, con particolare attenzione alla riduzione dei rischi e all’adozione di soluzioni tecnologicamente avanzate. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche di prevenzione previste dal Testo Unico sulla sicurezza e conferma il ruolo di INAIL come soggetto attivo nel promuovere una cultura della sicurezza fondata su investimenti strutturali e organizzativi. Le finalità del bando L’obiettivo principale del Bando ISI INAIL 2025 è incentivare le imprese a realizzare interventi capaci di ridurre in modo significativo: Accanto a questi aspetti, il bando mira anche a favorire l’introduzione di modelli organizzativi e sistemi di gestione della sicurezza, nonché a sostenere le micro e piccole imprese agricole nell’acquisto di macchine innovative, più efficienti e meno impattanti sotto il profilo ambientale e acustico. I soggetti destinatari Possono accedere ai finanziamenti: L’ammissibilità è strettamente collegata all’Asse di finanziamento prescelto e alle caratteristiche del progetto presentato. Il Bando è strutturato in cinque Assi di finanziamento, ciascuno dei quali risponde a esigenze specifiche: Per alcuni Assi è inoltre prevista la possibilità di integrare il progetto principale con interventi aggiuntivi, come l’installazione di impianti fotovoltaici, l’adozione di DPI intelligenti o il conseguimento di certificazioni per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro Entità del contributo Il finanziamento è concesso a fondo perduto e può coprire una parte significativa delle spese ammissibili: Le spese sono riconosciute al netto dell’IVA e devono essere coerenti con quanto previsto dagli Avvisi regionali e provinciali. Tempistiche Le date di apertura e chiusura delle diverse fasi procedurali saranno pubblicate nel calendario ufficiale del Bando ISI INAIL 2025 entro il 27 febbraio 2026. Il Bando rappresenta un’opportunità concreta, ma anche complessa. La corretta scelta dell’Asse di finanziamento, la definizione tecnica del progetto e la gestione della documentazione risultano determinanti per l’accesso ai contributi. La nostra società è al fianco delle imprese che intendono cogliere le opportunità offerte dal Bando ISI INAIL 2025, fornendo un supporto completo e qualificato in ogni fase, dall’analisi di fattibilità alla progettazione dell’intervento, dalla presentazione della domanda fino alla rendicontazione finale. Contattaci per una valutazione preliminare gratuita e scopri come trasformare un investimento in sicurezza in un concreto vantaggio economico per la tua azienda.

Bilancio 2026, svolta per le imprese: torna l’iperammortamento e nasce il credito “Agricoltura 4.0”

Dopo anni dominati dai crediti d’imposta dei programmi Transizione 4.0 e 5.0, il Governo cambia rotta. Nella bozza di legge di bilancio per il 2026 fa il suo ritorno una vecchia conoscenza delle politiche industriali italiane: l’iperammortamento.Accanto a questa misura, dedicata al tessuto produttivo nel suo complesso, viene introdotto un nuovo credito d’imposta specifico per il mondo agricolo, battezzato “Agricoltura 4.0”. Un ritorno alle origini con l’iperammortamento Il nuovo iperammortamento segna una vera inversione di tendenza. Dopo le stagioni dei crediti d’imposta, il Governo punta nuovamente su una leva fiscale più diretta, basata sulla deduzione maggiorata degli ammortamenti per gli investimenti in beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Nel dettaglio, le imprese potranno maggiorare la quota deducibile dei propri investimenti, con aliquote che variano a seconda della dimensione e della tipologia dell’intervento: Il beneficio non sarà più erogato sotto forma di credito immediatamente compensabile, ma distribuito lungo gli anni di ammortamento del bene.Un meccanismo più lento, ma anche più certo e meno soggetto a vincoli europei, poiché la misura sarà finanziata esclusivamente con risorse nazionali. E per le aziende agricole? Non tutte le imprese, però, possono accedere ai vantaggi dell’iperammortamento. Nel caso dell’agricoltura, infatti, molte aziende operano ancora con redditi catastali e non possono godere della deduzione fiscale.Per questo, la manovra introduce una misura parallela: il credito d’imposta per agricoltura, pesca e acquacoltura, previsto dall’articolo 96 della legge di bilancio. Si tratta di un incentivo che copre il 40% degli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi — inclusi quelli di agricoltura di precisione e sensoristica 4.0 — per un massimo di 1 milione di euro per impresa.Il credito sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione F24, senza limiti quantitativi, e potrà essere richiesto per investimenti effettuati nel 2026, con proroga al 30 giugno 2027 per ordini già effettuati e con il versamento dell’acconto del 20% entro fine anno. Altre novità dell’iperammortamento e dell’Agricoltura 4.0 Tra le novità (non ancora confermato) c’è l’obbligo di certificazione dei costi da parte di un revisore legale. Per le aziende non soggette a revisione, la spesa per la certificazione potrà essere inclusa nel credito stesso, fino a 5.000 euro.Le regole operative saranno definite entro 60 giorni da un decreto congiunto del Ministero dell’Agricoltura, del MIMIT e del MEF. Il 2026, insomma, si prepara a essere un anno di transizione anche per la politica industriale.Da un lato, il ritorno all’iperammortamento restituisce alle imprese uno strumento familiare, semplice e fiscalmente stabile.Dall’altro, il credito dedicato all’agricoltura rappresenta un segnale concreto di attenzione verso un comparto che sta lentamente abbracciando la digitalizzazione. L’iperammortamento e il nuovo credito “Agricoltura 4.0” non sono semplici agevolazioni fiscali: sono un segnale politico, un invito alle imprese a investire per costruire il proprio futuro. Contattaci per ottimizzare il tuo investimento e scoprire tutte le opportunità offerte dall’iperammortamento e dall’Agricoltura 4.0.

Nuovo iperammortamento 2026: incentivi fino al 220% per chi investe in innovazione e sostenibilità

Il 2026 segnerà una svolta per le imprese che investono in innovazione tecnologica e transizione energetica. Nella bozza della Legge di Bilancio, il Governo ha infatti introdotto il nuovo iperammortamento 2026, la misura che prenderà il posto dei piani Transizione 4.0 e 5.0. L’obiettivo è chiaro: favorire gli investimenti in beni strumentali 4.0 e green, premiando le aziende che scelgono di digitalizzare la produzione e migliorare l’efficienza energetica. Aliquote potenziate fino al 180% Le nuove aliquote di maggiorazione sono tra le più competitive degli ultimi anni.Per gli investimenti in beni strumentali 4.0, le imprese potranno beneficiare di: Questo significa che, per un’azienda soggetta a IRES al 24%, il vantaggio fiscale può arrivare fino al 43% circa.A essere ammessi saranno non solo i beni materiali, ma anche i beni immateriali, come i software connessi ai processi produttivi. Super incentivo per chi investe nel “green” Per le imprese che uniranno innovazione e sostenibilità, la misura diventa ancora più vantaggiosa.Gli investimenti che garantiscono un efficientamento energetico del 3% sull’intero sito produttivo o del 5% sul processo interessato godranno di una maggiorazione del 40%. Le nuove aliquote “green” arrivano così a: In pratica, un beneficio fiscale che può superare il 50% del costo dell’investimento. Agevolati anche fotovoltaico e rinnovabili Il nuovo iperammortamento apre le porte anche agli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.Sono inclusi, ad esempio, pannelli fotovoltaici, sistemi di accumulo e altre tecnologie FER, purché destinati all’autoconsumo aziendale. Una scelta in linea con la strategia di autonomia energetica e sostenibilità industriale promossa dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC). Semplificazioni e cumulabilità con altri incentivi Il meccanismo riprende alcune semplificazioni già sperimentate con successo nel Piano Transizione 5.0: L’incentivo sarà inoltre cumulabile con altre agevolazioni nazionali o comunitarie, nel rispetto del principio della “nettizzazione dei costi” – cioè evitando la sovra copertura dello stesso investimento. Misura valida per il solo 2026, con gestione affidata al GSE Il nuovo iperammortamento sarà operativo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026, con possibilità di completare la consegna dei beni entro il 30 giugno 2027, a condizione che entro fine 2026 sia stato versato un acconto del 20%. La gestione operativa della misura sarà affidata al GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che si occuperà della piattaforma telematica e dei controlli. Restiamo in attesa di un decreto attuativo del MIMIT, che definirà nel dettaglio modalità, tempistiche e modelli di comunicazione. Rimangono aperte alcune questioni: Un’occasione per pianificare gli investimenti Con aliquote fino al 220% e un sistema semplificato di accesso, il nuovo iperammortamento 2026 rappresenta una grande opportunità per le imprese italiane che intendono innovare i propri processi e ridurre i consumi energetici. La misura non solo sostiene la digitalizzazione e la sostenibilità, ma rafforza la competitività delle aziende che scelgono di investire in tecnologie 4.0, rinnovabili e automazione

Conto Termico 3.0: il nuovo volto degli incentivi per efficienza e rinnovabili

Dal 25 dicembre 2025 entrerà in vigore il Conto Termico 3.0, il rinnovato meccanismo di incentivazione che segna un passaggio importante nella politica energetica italiana. Con un budget di 900 milioni di euro all’anno (di cui 500 milioni riservati ai soggetti privati e 400 milioni destinati alle Pubbliche Amministrazioni), il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica punta a stimolare investimenti di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Il nuovo sistema si distingue per un approccio più ampio e inclusivo. Non solo le Pubbliche Amministrazioni: ora anche privati possono accedere con maggiore facilità agli incentivi. Per la prima volta, vengono ammessi interventi anche sugli edifici non residenziali privati, aprendo la strada a investimenti diffusi nel settore terziario. Quali interventi saranno finanziati Il ventaglio delle opere ammesse è molto ampio e tiene conto dell’evoluzione tecnologica degli ultimi anni.Rientrano tra gli interventi di efficienza energetica: Sul fronte delle energie rinnovabili, gli incentivi sosterranno: La misura degli incentivi Il decreto stabilisce una copertura media delle spese pari al 65%, ma in alcuni casi specifici si arriva fino al 100% (per interventi realizzati su scuole, ospedali e strutture sanitarie pubbliche e sugli edifici di comuni con meno di 15.000 abitanti). Questa scelta risponde a una logica di equità territoriale, per sostenere maggiormente le realtà locali e garantire un accesso più ampio alla riqualificazione energetica. Come verrà erogato l’incentivo L’incentivo verrà erogato a fondo perduto entro circa due/tre mesi dall’accettazione della richiesta da parte del GSE nelle seguenti modalità: Come accedere Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sarà l’ente incaricato di gestire le domande attraverso il Portaltermico, che verrà aggiornato prossimamente. L’accesso agli incentivi potrà avvenire in due modalità: Si avrà la possibilità di accedere agli incentivi anche tramite Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) (comunità di imprese, cittadini ed enti locali che producono, condividono e consumano energia rinnovabile e sostenibilità) e configurazioni di autoconsumo collettivo, favorendo la condivisione e la gestione comunitaria dell’energia. Con la sua impostazione rinnovata, il Conto Termico 3.0 non è solo un incentivo economico, ma un’occasione per modernizzare il parco immobiliare italiano, abbattere i costi energetici e contribuire attivamente alla transizione ecologica: contattaci e scopri come accedere agli incentivi e approfitta subito dei vantaggi.

Novità per il 2026 – Transizione 4.0 e 5.0: in arrivo un unico incentivo nazionale per le imprese

Il Governo prepara una rivoluzione nel sistema degli incentivi alle imprese. Come annunciato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la prossima legge di bilancio introdurrà una misura unica destinata a sostituire gli attuali piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0. Verso un piano unico, più semplice e stabile La nuova misura sarà finanziata con risorse nazionali e avrà un respiro pluriennale. L’obiettivo è duplice: da un lato semplificare le procedure di accesso alle agevolazioni, dall’altro garantire alle aziende una maggiore stabilità, superando i vincoli rigidi e le scadenze stringenti del PNRR. In questo modo, il Governo punta a creare uno strumento più vicino alle esigenze reali del tessuto produttivo, con procedure snelle e tempi certi, così da permettere alle imprese di pianificare con maggiore sicurezza i propri investimenti in innovazione. I limiti del Piano Transizione 5.0 Il Piano 5.0, lanciato per sostenere la doppia transizione digitale ed ecologica, si è rivelato meno efficace del previsto. Dei 6,3 miliardi di euro messi a disposizione dal PNRR, al 1° agosto 2025 ne risultano utilizzati soltanto 1,7. Le ragioni di questo scarso successo sono legate soprattutto alla complessità delle procedure (comunicazioni preventive e successive, verifiche sui consumi energetici, perizie costose e autorizzazioni ministeriali) e al perimetro ristretto degli investimenti ammessi, quasi esclusivamente legati al risparmio energetico. A pesare, inoltre, il vincolo europeo del Do No Significant Harm (DNSH), che ha limitato l’accesso agli incentivi per settori strategici ma energivori come siderurgia, ceramica, carta e chimica. Come sarà il nuovo incentivo Secondo le prime anticipazioni, la misura unica potrebbe avere una struttura modulare, che riprende i punti di forza dei due piani precedenti: Le prossime mosse La sfida ora è garantire risorse adeguate e scrivere una normativa chiara, capace di rendere la misura subito operativa e facilmente accessibile. Parallelamente, il Governo ha annunciato anche il rifinanziamento dei contratti di sviluppo e degli accordi per l’innovazione, strumenti pensati per accompagnare le imprese in percorsi di crescita e riconversione. Se confermato, questo nuovo incentivo unico rappresenterebbe un cambio di passo importante: un sostegno stabile e continuativo per aiutare le aziende italiane a competere nelle sfide della digitalizzazione e della sostenibilità. Non perdere l’occasione: contattaci e trasforma i nuovi incentivi in un’opportunità concreta di sviluppo per la tua azienda.

Piemonte, 8,4 milioni per le PMI: parte il Voucher Certificazioni

Le imprese piemontesi avranno presto a disposizione una nuova leva per crescere in competitività e aprirsi ai mercati internazionali. Dal 15 ottobre 2025 scatterà infatti lo sportello per richiedere il Voucher Certificazioni PMI, un bando che mette sul piatto 8,4 milioni di euro per sostenere l’ottenimento di certificazioni volontarie in ambito qualità, sostenibilità e innovazione. L’iniziativa, finanziata dal Programma Regionale FESR 2021-2027 e dal sistema camerale, punta a rafforzare il tessuto imprenditoriale locale, con un occhio di riguardo alle micro e piccole imprese, spesso penalizzate dai costi elevati legati ai processi di certificazione. In un contesto in cui sempre più fornitori e partner internazionali richiedono certificazioni riconosciute, il bando vuole ridurre la distanza tra grandi e piccole aziende. “Il voucher rappresenta un investimento sulla credibilità delle nostre imprese”, spiegano fonti vicine al sistema camerale, sottolineando come la certificazione non sia più solo un bollino formale, ma un passaporto per i mercati globali. Cosa finanzia il bando I contributi copriranno una serie di spese indispensabili per arrivare all’obiettivo: dai costi di consulenza e dell’ente certificatore, alla formazione del personale, fino all’acquisto di beni strumentali, purché strettamente collegati al percorso di certificazione.Sono ammesse sia certificazioni singole, sia sistemi integrati o cumulativi, a patto che siano volontarie, nuove e rilasciate da enti accreditati. I contributi previsti Il sostegno arriverà sotto forma di contributo a fondo perduto con percentuali differenziate: Le aziende avranno 24 mesi di tempo per completare i progetti finanziati. Chi può partecipare Per partecipare sarà necessario avere almeno un bilancio approvato, essere in regola con i contributi e la sicurezza sul lavoro, e avere una sede attiva e produttiva in Piemonte. Sono escluse le imprese in difficoltà o sottoposte a procedure concorsuali. Quando presentare domanda Lo sportello sarà attivo dal 15 ottobre 2025 al 30 ottobre 2026: un arco temporale ampio, pensato per permettere alle imprese di pianificare gli investimenti e cogliere al meglio l’opportunità. Dove informarsi Il bando e le FAQ ufficiali sono disponibili online. Per consulenze e assistenza nella preparazione della domanda è possibile scrivere a info@sic-consulenza.it. Il nostro studio è a disposizione delle imprese interessate per fornire chiarimenti, valutare i requisiti di accesso e accompagnare passo dopo passo nella presentazione della domanda.

Agevolazioni strategiche per innovare il parco macchine agricolo e forestale

La Transizione 5.0 rappresenta una leva strategica per il rilancio del settore agricolo e forestale italiano. Grazie a un pacchetto di agevolazioni fiscali e contributi a fondo perduto, le imprese del comparto hanno oggi la possibilità di investire in macchinari di nuova generazione — più digitali, efficienti e sostenibili — beneficiando di crediti d’imposta fino al 45%. Si tratta di una misura concreta, pensata per accompagnare le aziende verso un modello produttivo più competitivo e meno impattante sull’ambiente, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Che cos’è la Transizione 5.0La Transizione 5.0 è un programma governativo che integra e potenzia il precedente Piano Transizione 4.0, estendendo i benefici fiscali non solo alla digitalizzazione dei processi, ma anche alla riduzione dei consumi energetici e alla sostenibilità ambientale. Il piano è finanziato con una dotazione complessiva di 6,3 miliardi di euro, nell’ambito della Missione 1, Componente 2 del PNRR, dedicata alla digitalizzazione e competitività del sistema produttivo. Destinatari: a chi si rivolge la misuraLa Transizione 5.0 è destinata a tutte le imprese operanti sul territorio nazionale, comprese le aziende agricole e forestali, che intendano sostituire trattori o altre macchine operative con mezzi di nuova generazione dotati di tecnologie digitali e sistemi ad alta efficienza energetica. Sono ammissibili, ad esempio: I vantaggi per le imprese Il beneficio consiste in un credito d’imposta pari al: Questo credito può essere utilizzato per compensare imposte e contributi (IVA, INPS, IRPEF, ecc.). È inoltre possibile cumulare la misura con altri strumenti di sostegno — come il PSR o il bando ISI INAIL — purché il totale delle agevolazioni non superi il valore complessivo dell’investimento. Requisiti tecnici per accedere all’incentivo Per essere considerato ammissibile, l’investimento deve soddisfare alcune condizioni essenziali: Il rispetto di tali requisiti deve essere attestato da due certificazioni tecniche (una ex ante e una ex post), rilasciate da professionisti abilitati o enti accreditati. Procedura per accedere agli incentivi Il percorso per ottenere il beneficio fiscale prevede diverse fasi operative: Il percorso per ottenere il beneficio fiscale prevede alcune fasi operative quali la certificazione energetica ex ante ed ex post; la rispondenza ai requisiti Industria 4.0; conformità al DNSH e la revisione contabile dell’investimento. di Gian Franco Colomba – CEO Società Italiana di Consulenza Srl – Dall’articolo presente su La Zappa (mensile di informazione per agricoltori)

Transizione 5.0: il rilancio (e le risorse) dietro il grande incentivo green‑digitale

Transizione 5.0: il rilancio (e le risorse) dietro il grande incentivo green‑digitale

L’Industria 5.0 – o meglio, il Piano “Transizione 5.0” – è destinato a diventare uno snodo chiave nella ripartenza delle imprese italiane. Un credito d’imposta pensato per trasformare stabilimenti energivori in hub sostenibili. Tuttavia, se la dotazione finanziaria iniziale era promettente, l’adesione fin qui resta modesta e il rilancio diventa parola d’ordine. Quanto “vale” il Piano e dove siamo Dotazione: per il biennio 2024–2025 sono stati stanziati 6,3 miliardi di euro in fondi PNRR per sostenere investimenti in beni materiali e immateriali collegati a un risparmio energetico minimo tra il 3% (struttura) e il 5% (processo) Uso delle risorse: secondo dati del MIMIT al 17 marzo 2025, solo 1.930 progetti hanno prenotato circa 573 milioni di euro in crediti, poco meno del 9% del budget complessivo. Questo ritardo ha spinto l’esecutivo a valutare una rimodulazione del finanziamento, con un taglio potenziale fino a 3 miliardi. Perché risorse rimangono sotto‑utilizzate? Il meccanismo richiede non solo investimenti in “Industria 4.0” (macchinari interconnessi) ma anche la dimostrazione del risparmio energetico – un requisito tecnico che rallenta alcuni. Non è una semplice procedura digitale: servono misurazioni, certificazioni, calcoli di risparmio e in molti casi assistenza qualificata. Novità fresche e il rilancio in corso? Chiarimenti amministrativi: il GSE e il MIMIT hanno aggiornato le FAQ a 10 aprile 2025, semplificando procedure, in particolare in casi di leasing o macchinari ammortizzati, infatti ad oggi 24 Giugno 2025, fonte Gse, le risorse disponibili sono 5,041 miliardi, delineando così un aumento di interesse verso la misura. Focus sulla gestione dimensionale: l’Agenzia delle Entrate, con interpello n. 168 del 23 giugno 2025, puntualizza che per il Transizione 5.0 la dimensione aziendale (PMI vs grande impresa) non incide sulla misura dell’agevolazione, ma rimane fondamentale per altri incentivi cumulabili (es. ZES Unica) . Spinta politica al rilancio: il Sottosegretario Casalino, in dichiarazioni recenti (21 giugno 2025), ribadisce l’intenzione di “rilanciare Transizione 5.0” e il rafforzamento delle reti territoriali per trasferimento tecnologico Scenari aperti: proroga e rifinanziamento? Nonostante un certo fermento nelle regioni manifatturiere, non c’è ancora alcuna conferma ufficiale sulla proroga al 2026 del termine ultimo (31 dicembre 2025) Si discute se estendere la scadenza, aggiungendo risorse nazionali (possibilmente 1 miliardo extra per 4 mesi di coda), ma tutto dipende da un salto nei numeri di prenotazione del credito. In sintesi: perché conviene fare presto e con strategia Risorse consistenti ancora disponibili – oltre il 90% – ma con il rischio di riduzione drastica senza un’accelerazione nelle adesioni. La politica spinge per un rilancio strutturato: semplificazione operativa, centri di trasferimento tecnologico, webinar informativi. Chi si muove ora – disponendo di progetti energeticamente virtuosi e supporto tecnico qualificato – si posiziona in vantaggio rispetto a chi arriverà all’ultimo minuto. Perché ne parliamo su sic‑consulenza.it Perché il Piano Transizione 5.0 non è un semplice bonus: è un’opportunità strategica per riprogettare i processi con efficienza e sostenibilità. Ma per coglierla serve metodo, misurazioni rigorose e – spesso – una consulenza su misura. Se la tua azienda ha nel cassetto un progetto di digitalizzazione o un investimento in macchinari green, è il momento di: verificare subito l’idoneità tecnica al risparmio energetico; preparare la documentazione tecnico‑economica con rigore; prenotare il credito d’imposta al GSE prima che le risorse vengano rimodulate. Contattaci per: L’occasione è ancora ampia, ma il tempo stringe: prepariamoci insieme per trasformare risorse non spese in valore reale per l’impresa.