Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde: nuovi contributi regionali

La regione Lombardia prepara una nuova misura dedicata alle imprese che intendono rendere i propri processi produttivi più sostenibili, efficienti e orientati ai principi dell’economia circolare. Il bando “Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde” sarà rivolto alle micro, piccole e medie imprese con una sede operativa in Lombardia, iscritte e attive al Registro delle Imprese da almeno un anno. L’obiettivo è sostenere progetti capaci di ridurre il consumo di materie prime, favorire il recupero e il riutilizzo degli scarti, migliorare l’efficienza dei processi produttivi e introdurre soluzioni di eco-design. L’agevolazione sarà concessa sotto forma di contributo a fondo perduto. Come dovranno essere strutturati i progetti Per accedere al contributo, le imprese dovranno presentare un progetto unitario composto obbligatoriamente da due parti collegate tra loro. La prima, denominata Componente A, riguarderà la realizzazione di uno studio ambientale propedeutico, redatto da un esperto qualificato. Potranno rientrare in questa fase, ad esempio, gli studi sul ciclo di vita dei prodotti, le analisi dei flussi di materia e degli scarti, gli studi di fattibilità e le valutazioni tecniche relative alla riduzione, al recupero o al riutilizzo delle risorse. La seconda parte, denominata Componente B, riguarderà invece la realizzazione concreta dell’intervento di economia circolare. Il progetto potrà prevedere investimenti produttivi come acquisti di macchinari, impianti e attrezzature per nuovi stabilimenti o per la trasformazione radicale dei processi produttivi esistenti. Oppure interventi di innovazione dei processi e dell’organizzazione aziendale, introducendo metodi di produzione, distribuzione o gestione nuovi oppure significativamente migliorati. Tra gli interventi potenzialmente finanziabili rientrano, quindi, i progetti volti a ridurre gli scarti di lavorazione, recuperare e reimpiegare i materiali, diminuire il consumo di materie prime, migliorare la riciclabilità dei prodotti o rendere più efficienti le fasi produttive. Qual è l’importo del contributo Per la Componente A, relativa allo studio ambientale, sarà previsto un contributo massimo di 40.000 euro, con una percentuale di copertura indicativamente compresa tra il 60% e il 70% delle spese ammissibili. Per la Componente B, l’impresa potrà scegliere tra il regime “de minimis” e il regime GBER (quadro europeo che consente di concedere aiuti pubblici alle imprese senza preventiva autorizzazione della Commissione europea). Nel regime “de minimis”, il contributo potrà coprire fino al 60% delle spese, con un importo massimo di 260.000 euro per impresa. Nel regime GBER, invece, il contributo potrà arrivare fino a 1.000.000 di euro, con percentuali comprese indicativamente tra il 10% e il 50%, a seconda della dimensione dell’impresa e della tipologia di intervento. La scelta del regime dovrà essere valutata attentamente sulla base dell’importo dell’investimento, delle caratteristiche del progetto e degli aiuti già ricevuti dall’impresa. Tempistiche e avvio degli investimenti I progetti dovranno essere completati entro un periodo massimo di 15 mesi. Perché iniziare a prepararsi In attesa della pubblicazione del bando attuativo, le imprese interessate possono già iniziare a definire la propria idea progettuale, individuando le inefficienze del processo produttivo, gli scarti che potrebbero essere recuperati e gli investimenti necessari. La presenza obbligatoria dello studio ambientale rende particolarmente importante la coerenza tra le criticità individuate, gli interventi proposti e i benefici attesi. Una corretta impostazione iniziale potrà quindi facilitare la costruzione del progetto e la predisposizione della domanda. Noi di S.I.C. possiamo affiancare le imprese nell’analisi preliminare dell’investimento, nella verifica dei requisiti, nella predisposizione dello studio ambientale e nella gestione delle successive fasi di presentazione e rendicontazione della domanda. Contattaci per valutare il tuo progetto e verificare le possibilità di accesso all’agevolazione.

Nuovo Piano Transizione 5.0: aperta sul portale GSE la fase di conferma dell’acconto del 20%

Con l’apertura della nuova sezione del portale GSE, il Nuovo Piano Transizione 5.0 compie un ulteriore passo avanti. Da oggi alle ore 12:00, le imprese che hanno ottenuto l’accoglimento della comunicazione preventiva possono procedere con l’invio della conferma dell’investimento, necessaria per attestare il versamento dell’acconto richiesto. Questo nuovo passaggio serve ad attestare il pagamento dell’acconto necessario a raggiungere almeno il 20% del costo di acquisizione di ciascun bene inserito nella prenotazione. La conferma consente quindi di dimostrare che l’investimento è stato concretamente avviato e di proseguire nell’iter per l’accesso all’iper-ammortamento. Che cosa deve comunicare l’impresa Dopo aver ricevuto l’esito positivo della comunicazione preventiva, l’impresa deve confermare di aver effettuato il pagamento della quota di acconto pari al 20% previsto entro 60 giorni da calendario. All’interno della comunicazione dovranno essere indicati gli estremi delle fatture riferite ai costi ammissibili. Prima dell’invio sarà quindi necessario controllare con attenzione che gli ordini, le fatture e i pagamenti siano coerenti con gli investimenti precedentemente prenotati. La conferma deve rispettare quanto già prenotato La comunicazione di conferma non può essere utilizzata per ampliare il progetto iniziale. Non sarà infatti possibile inserire beni diversi né indicare importi superiori rispetto a quelli già comunicati nella fase preventiva. La conferma dovrà quindi rimanere all’interno del perimetro dell’investimento già presentato al GSE. Questo significa che eventuali modifiche intervenute dopo la prenotazione dovranno essere valutate con particolare attenzione, soprattutto quando riguardano la tipologia dei beni, gli importi o la documentazione di spesa. Come trasmettere la comunicazione La procedura deve essere completata esclusivamente online, accedendo all’Area Clienti del GSE tramite SPID. All’interno della piattaforma sono disponibili i modelli e le istruzioni operative necessarie per compilare e trasmettere la comunicazione. Una verifica preventiva dei documenti permette di evitare incongruenze tra la prenotazione iniziale e la successiva conferma. In attesa dell’apertura della fase conclusiva La terza e ultima fase della procedura non è ancora disponibile e, al momento, non è stata comunicata una data per la sua apertura. Il Mimit definirà con un successivo provvedimento le modalità e le tempistiche per l’invio della comunicazione di completamento. La procedura accompagna quindi l’investimento nelle sue diverse fasi, dalla prenotazione iniziale fino alla sua effettiva realizzazione e all’interconnessione dei beni. Attenzione alle tempistiche e alla documentazione L’apertura della seconda sezione del portale rappresenta un passaggio importante per tutte le imprese che hanno già presentato la comunicazione preventiva. Per questo motivo è opportuno verificare tempestivamente la documentazione e non attendere gli ultimi giorni disponibili per procedere con l’invio. Noi di S.I.C. affianchiamo le imprese durante tutto il percorso di accesso al Nuovo Piano Transizione 5.0: dalla prenotazione iniziale alla conferma dell’acconto, fino alla verifica tecnica dei beni e al completamento dell’investimento.

Bando Piemonte 2026: da oggi aperta la Linea B

Apre il portale per la presentazione delle domande relative alla Linea B – Efficientamento produttivo del bando Digitalizzazione ed efficientamento produttivo 2026 delle imprese della Regione Piemonte. Una misura pensata per sostenere le imprese piemontesi che vogliono investire in:– macchinari, impianti e attrezzature;– software e hardware;– efficientamento dei processi produttivi;– sicurezza sul lavoro;– economia circolare e diversificazione produttiva. L’agevolazione prevede un finanziamento agevolato fino al 100% delle spese ammissibili e, per le PMI, anche un possibile contributo a fondo perduto indicativamente tra il 10% e il 20%. Considerata l’apertura dello sportello e la possibilità di esaurimento delle risorse e chiusura anticipata dello sportello, è importante valutare subito eventuali investimenti programmati. Negli articoli precedenti abbiamo già riepilogato i principali aspetti del bando, fornendo una panoramica sulle linee di intervento, sulle spese ammissibili e sulle agevolazioni previste. Noi di SIC siamo a disposizione per valutare l’ammissibilità dei progetti di investimento e supportare le imprese nella presentazione della domanda.

Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026: contributi fino a 300.000 euro per le imprese manifatturiere

Nel 2026 arriva la seconda edizione di un’importante opportunità per le imprese manifatturiere che vogliono investire nel rafforzamento, nell’ammodernamento e nella crescita della propria attività produttiva. Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026, promosso dal Dipartimento per le Politiche di Coesione e per il Sud e gestito da Invitalia, sostiene le aziende che intendono realizzare interventi di sviluppo, innovazione e riqualificazione, con l’obiettivo di contrastare l’impoverimento produttivo e favorire modelli di impresa più moderni e sostenibili. La misura prevede un contributo a fondo perduto fino a 300.000 euro per impresa, con una copertura che può arrivare fino al 100% delle spese ammissibili. A chi si rivolge il bando Il bando è destinato alle imprese manifatturiere con la sezione del codice ATECO “C” che hanno unità produttive localizzate nei territori dei consorzi industriali del Lazio e nel Consorzio Piceno Consind. Si tratta quindi di un intervento mirato a sostenere specifiche aree produttive, offrendo alle imprese la possibilità di investire in modo concreto sul proprio futuro, migliorando strutture, processi, tecnologie e capacità produttiva. Cosa finanzia il Fondo Il Fondo sostiene investimenti finalizzati al potenziamento e alla trasformazione dell’attività manifatturiera. Sono finanziabili, tra gli altri, interventi relativi alla ristrutturazione o realizzazione dell’immobile produttivo, all’ammodernamento dell’unità produttiva, all’innovazione di prodotto e di processo, agli investimenti immateriali e alla conversione verso modelli più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico. La misura può quindi rappresentare un’occasione importante sia per le imprese che intendono rinnovare impianti e macchinari, sia per quelle che vogliono ampliare o avviare nuove unità produttive. Spese ammissibili Tra le principali spese ammissibili rientrano: Non sono invece ammesse spese per consulenze, leasing o costi ordinari di funzionamento. Un aspetto particolarmente interessante riguarda la possibilità di richiedere il contributo anche per beni già acquistati, purché la fattura sia stata emessa a partire dall’8 maggio 2024. Inoltre, il fondo può riguardare anche beni che hanno già beneficiato del credito d’imposta Industria 4.0 o Transizione 5.0, a condizione che il cumulo delle agevolazioni non superi il 100% del costo totale del bene e che l’acquisto non sia avvenuto tramite leasing. Intensità dell’agevolazione L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino a 300.000 euro per impresa. Il contributo può coprire fino al 100% delle spese ammesse e viene erogato in un’unica soluzione a saldo. È prevista anche la possibilità di richiedere un’anticipazione fino al 50%, presentando apposita garanzia fideiussoria. Questa impostazione rende il bando particolarmente interessante per le imprese che hanno in programma investimenti importanti e vogliono ridurre in modo significativo l’impatto economico dell’operazione. Cumulabilità Il Fondo è cumulabile con altri aiuti di Stato, anche in regime de minimis, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea. È inoltre possibile il cumulo con misure fiscali generali, non configurabili come aiuti di Stato, fino al raggiungimento del 100% del costo ammissibile. Resta comunque fermo il divieto di doppio finanziamento: le medesime spese non possono essere coperte più volte da agevolazioni diverse. Quando presentare la domanda Lo sportello per la presentazione delle domande aprirà il 31 agosto 2026 e resterà attivo fino al 30 ottobre 2026. Considerata l’importanza dell’agevolazione e la necessità di verificare correttamente requisiti, localizzazione dell’unità produttiva, spese ammissibili e condizioni di cumulabilità, è consigliabile muoversi con anticipo. Perché attivarsi subito Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 rappresenta una concreta opportunità per le imprese manifatturiere che vogliono investire in crescita, innovazione e sostenibilità. La possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto fino a 300.000 euro, con copertura fino al 100% delle spese ammissibili, rende questa misura particolarmente vantaggiosa per chi ha già realizzato investimenti o intende programmare nuovi interventi nei prossimi mesi. Noi di S.I.C. possiamo assistere le imprese in tutte le fasi della pratica: dalla verifica preliminare dei requisiti alla predisposizione della documentazione, fino alla presentazione della domanda e alla gestione dell’iter successivo. Per questo motivo, è importante valutare fin da subito la propria posizione e prenotarsi per tempo, così da arrivare preparati all’apertura dello sportello.

Liguria: al via il bando regionale per accompagnare le imprese verso l’economia circolare

Apre oggi, 1° luglio 2026, il nuovo bando della Regione Liguria, alla sua sesta edizione, dedicato alle imprese che vogliono innovare i propri processi produttivi e renderli più sostenibili. La misura, attiva nell’ambito del FESR 2021-2027 – OS 2.6 – Azione 2.6.1, resterà aperta fino al 31 luglio 2026. Il bando rappresenta un’importante opportunità per le micro, piccole e medie imprese liguri che desiderano investire in soluzioni orientate all’economia circolare, migliorando l’efficienza nell’utilizzo delle risorse, riducendo la produzione di rifiuti e valorizzando scarti e sottoprodotti come nuove materie prime. L’obiettivo della misura è sostenere il passaggio da un modello produttivo tradizionale a un approccio circolare, capace di coniugare crescita, innovazione e sostenibilità ambientale. Il bando sostiene progetti che rendono l’azienda più “green” attraverso: I progetti devono avere un costo compreso tra 25.000 e 350.000 euro e devono essere conclusi entro 15 mesi. Gli investimenti devono avere un valore compreso tra 25.000 e 350.000 euro e possono beneficiare di un’agevolazione fino al 100% delle spese ammissibili, articolata in un 50% a fondo perduto e in un 50% sotto forma di finanziamento a tasso agevolato, con durata massima fino a 8 anni. È inoltre previsto un aiuto per ridurre i costi delle garanzie. Per le imprese liguri si tratta quindi di un’occasione concreta per trasformare la sostenibilità in un vantaggio competitivo, investendo in tecnologie, processi e soluzioni capaci di rendere l’attività aziendale più efficiente e moderna. Le domande possono essere presentate da oggi, 1° luglio 2026, e fino al 31 luglio 2026: per questo è fondamentale prenotarsi per tempo e avviare subito la verifica dei requisiti e della documentazione necessaria. Noi di S.I.C. affianchiamo le imprese in tutte le fasi della pratica: dalla verifica preliminare dei requisiti alla raccolta documentale, dalla predisposizione della domanda fino alla gestione completa dell’iter agevolativo.

Iper-ammortamento 2026-2028: prenotare bene oggi per non rischiare domani

Con l’avvio della nuova misura dell’Iper-ammortamento 2026-2028, molte imprese stanno valutando investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati. Si tratta di un’opportunità importante, ma che richiede attenzione fin dalle prime fasi, a partire dalla corretta prenotazione dei fondi. La prenotazione rappresenta il primo passaggio per accedere all’agevolazione e deve essere gestita con cura, in modo che le informazioni comunicate siano coerenti con l’investimento previsto, con la documentazione aziendale e con le caratteristiche del bene. Nei primi giorni dall’apertura della procedura si è già registrato un numero elevato di domande e prenotazioni, a conferma del forte interesse delle imprese verso questa misura. Proprio per questo motivo è importante muoversi per tempo e impostare correttamente la pratica, evitando errori che potrebbero creare difficoltà nelle fasi successive. Uno degli aspetti da valutare con maggiore attenzione riguarda l’importo da prenotare. In molti casi, infatti, il valore dell’investimento non coincide soltanto con il prezzo del macchinario indicato nel preventivo, ma può comprendere anche ulteriori costi collegati alla sua realizzazione. Una valutazione superficiale potrebbe quindi portare a sottostimare l’investimento complessivo e a complicare la gestione della pratica. È inoltre opportuno evidenziare che, allo stato attuale, la procedura non risulta ancora pienamente operativa per quanto riguarda il passaggio successivo alla prenotazione, ovvero la comunicazione di conferma del 20% dell’investimento. Tale fase dovrà essere gestita successivamente, secondo le modalità e le tempistiche che verranno rese disponibili sul portale GSE. Per questo motivo è fondamentale analizzare fin da subito l’operazione nel suo insieme, verificando la coerenza tra il bene acquistato, la documentazione disponibile e i requisiti previsti dalla normativa. Una prenotazione ben impostata consente di affrontare con maggiore sicurezza anche i passaggi successivi, dalla conferma dell’investimento fino alla raccolta della documentazione tecnica e contabile. L’accesso all’Iper-ammortamento non si esaurisce infatti con la sola prenotazione, ma prevede un percorso più ampio, che comprende verifiche, comunicazioni e adempimenti legati al bene e alla sua interconnessione. Una gestione ordinata fin dall’inizio permette di ridurre il rischio di criticità e di rendere l’intero iter più semplice e lineare. Affidarsi a professionisti specializzati consente alle imprese di valutare correttamente l’investimento, impostare la pratica in modo adeguato e gestire con maggiore tranquillità tutte le fasi richieste. Prenotare correttamente oggi significa quindi tutelare l’investimento di domani e sfruttare al meglio le opportunità offerte dall’Iper-ammortamento 2026-2028.

Digitalizzazione ed efficientamento produttivo 2026: nuove opportunità per le imprese piemontesi

La Regione Piemonte sostiene gli investimenti delle imprese con il bando “Digitalizzazione e efficientamento produttivo delle imprese 2026”, misura prevista nell’ambito del PR FESR Piemonte 2021-2027. L’obiettivo è favorire la crescita competitiva delle imprese piemontesi attraverso progetti di digitalizzazione, efficienza produttiva, sostenibilità, sicurezza sul lavoro, occupazione qualificata e sviluppo aziendale. Il bando rappresenta un’opportunità interessante per le aziende che intendono investire in nuovi macchinari, tecnologie, software, hardware o interventi finalizzati al miglioramento dei processi produttivi. A chi si rivolge La misura è destinata a: Si tratta quindi di un intervento rivolto a una platea ampia di imprese, dalle realtà più piccole fino ad aziende più strutturate, purché localizzate sul territorio piemontese. Cosa finanzia Sono ammissibili investimenti per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e componenti funzionali, inclusi software, hardware, veicoli puliti e pannelli fotovoltaici. Il bando può inoltre finanziare le spese di installazione e posa in opera degli impianti, comprese eventuali opere murarie necessarie, oltre a diritti di proprietà intellettuale e spese di progettazione e sviluppo connesse al progetto. Per alcune voci sono previsti specifici limiti: i pannelli fotovoltaici sono ammessi fino al 20% delle spese ammissibili, le opere di installazione e posa in opera fino al 20% degli investimenti, mentre i diritti di proprietà intellettuale fino al 10% delle spese ammissibili. Le due linee di investimento Il bando si articola in due linee. La Linea A – Digitalizzazione sostiene l’adozione di tecnologie digitali avanzate e interventi in ambito cybersecurity. È pensata per le imprese che vogliono rafforzare i propri processi digitali e migliorare la sicurezza informatica. La Linea B – Efficientamento produttivo riguarda invece progetti di economia circolare, diversificazione produttiva e sicurezza sul lavoro. È la linea dedicata alle imprese che intendono migliorare l’efficienza dei processi produttivi e rendere più competitiva la propria attività. In cosa consiste l’agevolazione L’agevolazione prevede un finanziamento agevolato fino al 100% delle spese e il finanziamento è composto per il 70% da fondi regionali a tasso zero e per il restante 30% da fondi bancari a tassi di mercato. Per le sole PMI è inoltre previsto un contributo a fondo perduto, con percentuali variabili in base alla dimensione dell’impresa e alla tipologia di progetto. Indicativamente, il contributo può collocarsi tra il 10% e il 20%. Apertura degli sportelli Gli sportelli apriranno in due momenti distinti: Entrambi gli sportelli resteranno aperti fino al 29 ottobre 2028, salvo esaurimento fondi anticipata. Importi, durata e cumulo Il costo complessivo del progetto deve essere compreso tra 50.000 euro e 3.000.000 euro. Gli interventi devono avere una durata massima di 18 mesi e non è possibile cumulare le agevolazioni delle due linee, A e B, sulle stesse fatture. È invece consentito il cumulo con i crediti d’imposta ordinari, come quelli fiscali, purché non venga superato il costo complessivo del bene. Il bando Digitalizzazione ed efficientamento produttivo 2026 rappresenta uno strumento utile per le imprese piemontesi che vogliono investire in innovazione, tecnologie, efficienza produttiva e sicurezza. Grazie alla combinazione tra finanziamento agevolato e, per le PMI, contributo a fondo perduto, la misura può accompagnare concretamente le aziende nella realizzazione di progetti di crescita e miglioramento competitivo. Per le imprese interessate, il primo passo è analizzare il progetto di investimento, individuare la linea più adatta e verificare la corretta impostazione della domanda.

Investimenti sostenibili 4.0 per il Mezzogiorno: un’opportunità per innovare e crescere

Le imprese del Mezzogiorno hanno oggi una concreta possibilità per accelerare i propri progetti di innovazione, ammodernamento produttivo e sostenibilità. Il bando Investimenti sostenibili 4.0 per il Mezzogiorno sostiene le aziende che vogliono investire in nuove tecnologie, macchinari avanzati, digitalizzazione dei processi, efficientamento energetico e modelli produttivi più sostenibili. Si tratta di una misura particolarmente interessante per le imprese che intendono rafforzare la propria competitività, migliorare l’efficienza operativa e affrontare con strumenti più moderni le sfide del mercato. A chi si rivolge Il bando è destinato alle imprese localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, operanti nei settori delle attività manifatturiere e dei servizi alle imprese. L’obiettivo è accompagnare le aziende in un percorso di crescita fondato su innovazione tecnologica, transizione digitale e sostenibilità ambientale. Quali investimenti sono agevolabili La misura finanzia programmi di investimento finalizzati all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, oltre a software, licenze e soluzioni digitali necessarie al funzionamento delle nuove tecnologie. Sono inoltre ammissibili le opere murarie connesse all’installazione dei beni, entro il limite del 40% dei costi totali, e le consulenze specialistiche legate alla trasformazione digitale o alla realizzazione di diagnosi energetiche. I progetti devono avere un valore compreso tra 750.000 euro e 5 milioni di euro e non possono superare il 70% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato. Il vantaggio economico Uno degli aspetti più interessanti della misura è la combinazione tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. L’agevolazione prevede infatti: La restante quota del 25% dovrà essere coperta dall’impresa con risorse proprie o tramite finanziamenti bancari esterni. Questa struttura consente alle aziende di realizzare investimenti importanti riducendo in modo significativo il fabbisogno finanziario iniziale. Tempistiche e principali condizioni Al momento il bando non risulta ancora aperto e non è stata comunicata una data precisa per l’apertura dello sportello. Proprio per questo, è consigliabile iniziare fin da subito una valutazione preliminare dell’investimento, così da arrivare preparati nel momento in cui sarà possibile presentare la domanda. Gli investimenti devono essere avviati solo dopo la presentazione della domanda e devono essere completati entro 18 mesi dalla concessione dell’agevolazione. I beni acquistati dovranno inoltre rimanere nella disponibilità dell’impresa per almeno 3 anni. Non sono invece ammissibili alcune tipologie di spesa, tra cui l’acquisto di terreni o fabbricati, beni usati, revamping, mezzi di trasporto, contratti di leasing e spese per la formazione del personale. Un’occasione da valutare con attenzione Il bando rappresenta un’opportunità strategica per le imprese del Mezzogiorno che desiderano investire in crescita, efficienza e innovazione. Per accedere correttamente alla misura è però fondamentale analizzare con attenzione il progetto, verificare l’ammissibilità delle spese e predisporre una domanda coerente con i requisiti previsti. Noi di SIC possiamo supportare le imprese fin dalle prime fasi, attraverso una valutazione preliminare dell’investimento, l’impostazione corretta del progetto e la predisposizione dell’intera domanda, accompagnando l’azienda lungo tutto il percorso fino all’ottenimento dell’agevolazione.

Iper-ammortamento 2026: al via la comunicazione preventiva sul portale GSE

Dal 12 giugno 2026 è stato aperto il portale GSE per le comunicazioni preventive per accedere al nuovo Iper-ammortamento 2026. Si tratta di un’importante opportunità per le imprese che intendono investire in macchinari, impianti, tecnologie digitali, software e soluzioni digitali, beneficiando di un significativo vantaggio fiscale. Come funziona l’agevolazione L’Iper-ammortamento 2026 consente di aumentare il costo fiscalmente riconosciuto dei beni 4.0, ottenendo una maggiore deduzione fiscale. Le maggiorazioni previste arrivano fino al 180% per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Cosa si può fare dal 12 giugno La piattaforma GSE è stata aperta per la prima fase della procedura: la comunicazione preventiva. In questa fase l’impresa comunica l’investimento programmato, indicando i dati aziendali, la struttura produttiva interessata, la tipologia di bene e l’importo previsto al fine di prenotare le risorse. Le successive fasi, relative alla conferma dell’ordine con acconto almeno pari al 20% e alla comunicazione di completamento, saranno abilitate successivamente secondo quanto stabilito dal decreto direttoriale atteso. Come accedere alla agevolazione Per accedere correttamente all’agevolazione è fondamentale definire la pratica fin dall’inizio, verificando l’ammissibilità dei beni e raccogliendo la documentazione necessaria. Una gestione corretta della pratica consente di ridurre il rischio di errori e di massimizzare il beneficio fiscale ottenibile. Noi di SIC ti affianchiamo in tutte le fasi della pratica di Iper-ammortamento 2026: dalla verifica preliminare dell’investimento alla comunicazione preventiva sul portale GSE, fino alla raccolta documentale, alla perizia e revisione contabile e alle successive fasi di conferma e completamento. Chi sta programmando investimenti in beni 4.0 può valutare fin da subito l’accesso alla misura, trasformando l’acquisto di nuove tecnologie in un concreto vantaggio fiscale.

Transizione 4.0: la comunicazione di completamento diventa un passaggio decisivo per le imprese

La gestione degli investimenti Transizione 4.0 entra in una fase particolarmente importante per tutte le imprese che hanno programmato o realizzato investimenti in beni strumentali materiali nuovi. Con il recente decreto direttoriale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha previsto nuovi termini per la trasmissione della comunicazione di completamento degli investimenti 31 luglio 2026 per quelli ultimati entro il 30 giugno 2026. Non basta aver acquistato il bene Uno degli aspetti più importanti della Transizione 4.0 è che l’acquisto del macchinario, da solo, non è sufficiente per garantire la corretta fruizione del credito d’imposta. Per accedere al beneficio è necessario dimostrare che l’investimento rispetti i requisiti tecnici previsti dalla normativa, che il bene sia effettivamente riconducibile agli allegati agevolabili e che sia presente la documentazione necessaria a supportare la richiesta. In questa fase, quindi, diventa fondamentale verificare la coerenza tra investimento realizzato, documentazione tecnica, fatture, ordini, acconti, interconnessione e comunicazioni trasmesse. Una fase delicata da non sottovalutare La comunicazione di completamento rappresenta un passaggio centrale dell’intera procedura. È il momento in cui l’impresa conferma il completamento dell’investimento e comunica le informazioni necessarie per la gestione del credito maturato. Il decreto nasce proprio dall’esigenza di concedere più tempo alle imprese per completare correttamente questa fase. Tuttavia, il maggior tempo a disposizione non dovrebbe essere interpretato come un semplice rinvio, ma come un’opportunità per controllare con attenzione la pratica. Errori nei dati comunicati, documenti mancanti o valutazioni tecniche incomplete possono infatti generare criticità nella successiva fase di utilizzo del credito. Il ruolo della documentazione Per le imprese che hanno effettuato investimenti 4.0, la documentazione assume un ruolo sempre più rilevante. Non si tratta soltanto di conservare fatture e conferme d’ordine, ma di costruire un fascicolo completo e coerente, in grado di dimostrare il rispetto dei requisiti richiesti. Tra gli elementi più importanti rientrano la corretta classificazione del bene, la verifica dell’interconnessione, la disponibilità della perizia o dell’attestazione, la coerenza degli importi agevolabili e la corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto effettivamente realizzato. Perché conviene muoversi per tempo Le nuove scadenze offrono alle imprese un margine operativo più ampio, ma la gestione della pratica richiede comunque attenzione e metodo. Verificare la posizione con anticipo consente di individuare eventuali criticità, recuperare documentazione mancante, correggere incongruenze e arrivare alla comunicazione finale con una pratica ordinata. Questo approccio permette di ridurre il rischio di contestazioni e di tutelare il beneficio fiscale maturato. Il nostro supporto alle imprese In un contesto in cui gli adempimenti sono sempre più tecnici e collegati a specifiche procedure ministeriali, affidarsi a un supporto qualificato può fare la differenza. Supportiamo le imprese nella verifica degli investimenti Transizione 4.0, nell’analisi dei requisiti tecnici, nella raccolta della documentazione, nella predisposizione della perizia o attestazione e nella gestione delle comunicazioni previste. L’obiettivo è accompagnare l’azienda in modo semplice e sicuro, evitando errori procedurali e consentendo una corretta fruizione del credito d’imposta. La comunicazione di completamento non è un semplice adempimento formale, ma un passaggio fondamentale per chiudere correttamente il percorso Transizione 4.0. Le imprese che hanno effettuato investimenti agevolabili dovrebbero utilizzare questo periodo per verificare la propria posizione, completare la documentazione e assicurarsi che ogni elemento della pratica sia coerente. Una gestione attenta oggi consente di proteggere il beneficio fiscale e affrontare con maggiore sicurezza le fasi successive.