Il 5 ottobre 2026, Fare Network de Il Sole 24 Ore ha pubblicato un approfondimento dedicato al principio DNSH (Do No Significant Harm) e al suo impatto sugli investimenti e sulla progettazione, raccogliendo anche il contributo di S.I.C. – Società Italiana di Consulenza, attraverso un’intervista al nostro manager Gian Franco Colomba.
L’articolo, dal titolo “L’effetto DNSH su investimenti e progettazione”, affronta un tema sempre più rilevante per le imprese: l’integrazione dei criteri di sostenibilità ambientale nei progetti di investimento e nelle procedure di accesso ai finanziamenti pubblici.
Il DNSH: da obbligo normativo a elemento della progettazione
Nel corso dell’intervista, il Dott. Gian Franco Colomba ha raccontato le difficoltà incontrate dalle imprese nella prima fase di applicazione del principio DNSH, soprattutto nell’ambito degli investimenti finanziati dal PNRR.
L’introduzione di nuovi requisiti ambientali ha infatti richiesto a molte aziende di rivedere progetti già definiti, recuperare documentazione tecnica e verificare la conformità di investimenti che inizialmente non erano stati progettati tenendo conto di questi criteri.
Come evidenziato nell’articolo, il DNSH è stato spesso percepito dalle imprese come un ulteriore vincolo burocratico ed economico, necessario per accedere alle agevolazioni.
Una delle principali criticità riguarda proprio la raccolta delle evidenze documentali. Non è sufficiente che un investimento rispetti i requisiti ambientali: è necessario poter dimostrare tale conformità attraverso documenti, verifiche e certificazioni adeguate.
Questo aspetto coinvolge non soltanto le imprese beneficiarie dei finanziamenti, ma anche i produttori di macchinari, i fornitori e i professionisti che partecipano alla realizzazione degli investimenti.
L’importanza di integrare il DNSH fin dalle prime fasi
L’approfondimento pubblicato su Fare Network mette in evidenza la necessità di superare un approccio al DNSH basato esclusivamente sulla verifica documentale finale.
La valutazione dei requisiti ambientali dovrebbe infatti accompagnare l’intero investimento, dalla progettazione alla realizzazione, fino alla rendicontazione.
Un’impostazione che permette alle imprese di individuare tempestivamente eventuali criticità, organizzare la raccolta della documentazione necessaria e affrontare con maggiore consapevolezza gli obblighi previsti dalle misure agevolative.
Una nuova prospettiva per le imprese
Nel suo intervento, il Dott. Gian Franco Colomba ha inoltre evidenziato come il DNSH possa progressivamente trasformarsi da vincolo normativo a strumento utile per orientare le scelte di investimento.
Se oggi il rispetto dei criteri ambientali è spesso legato alla possibilità di ottenere un finanziamento, in futuro potrebbe assumere un ruolo sempre più importante anche nei rapporti commerciali e nelle filiere produttive.
Le grandi imprese, introducendo requisiti di sostenibilità nelle proprie attività e nei processi di approvvigionamento, possono infatti contribuire a diffondere questi standard anche tra i fornitori e le realtà di dimensioni più contenute.
In questa prospettiva, la sostenibilità ambientale non rappresenta soltanto un adempimento, ma può diventare un elemento da considerare nella pianificazione degli investimenti e nelle strategie di sviluppo aziendale.
Il contributo di S.I.C. al confronto
Siamo lieti di aver contribuito, attraverso l’intervista pubblicata da Il Sole 24 Ore – Fare Network, a una riflessione su un tema che affrontiamo quotidianamente nella nostra attività di consulenza alle imprese.
L’esperienza maturata nell’ambito della finanza agevolata e delle verifiche DNSH ci permette di osservare da vicino le difficoltà operative delle aziende, ma anche l’importanza di una pianificazione attenta e di un approccio integrato tra aspetti tecnici, ambientali e documentali.
Ringraziamo Il Sole 24 Ore e la redazione di Fare Network per averci coinvolto in questo approfondimento e per aver dato spazio alla nostra esperienza.
L’articolo completo, “L’effetto DNSH su investimenti e progettazione”, è stato pubblicato su Fare Network il 5 ottobre 2026, a pagina 9.










