Il Governo prepara una rivoluzione nel sistema degli incentivi alle imprese. Come annunciato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la prossima legge di bilancio introdurrà una misura unica destinata a sostituire gli attuali piani Transizione 4.0 e Transizione 5.0.
Verso un piano unico, più semplice e stabile
La nuova misura sarà finanziata con risorse nazionali e avrà un respiro pluriennale. L’obiettivo è duplice: da un lato semplificare le procedure di accesso alle agevolazioni, dall’altro garantire alle aziende una maggiore stabilità, superando i vincoli rigidi e le scadenze stringenti del PNRR.
In questo modo, il Governo punta a creare uno strumento più vicino alle esigenze reali del tessuto produttivo, con procedure snelle e tempi certi, così da permettere alle imprese di pianificare con maggiore sicurezza i propri investimenti in innovazione.
I limiti del Piano Transizione 5.0
Il Piano 5.0, lanciato per sostenere la doppia transizione digitale ed ecologica, si è rivelato meno efficace del previsto. Dei 6,3 miliardi di euro messi a disposizione dal PNRR, al 1° agosto 2025 ne risultano utilizzati soltanto 1,7.
Le ragioni di questo scarso successo sono legate soprattutto alla complessità delle procedure (comunicazioni preventive e successive, verifiche sui consumi energetici, perizie costose e autorizzazioni ministeriali) e al perimetro ristretto degli investimenti ammessi, quasi esclusivamente legati al risparmio energetico.
A pesare, inoltre, il vincolo europeo del Do No Significant Harm (DNSH), che ha limitato l’accesso agli incentivi per settori strategici ma energivori come siderurgia, ceramica, carta e chimica.
Come sarà il nuovo incentivo
Secondo le prime anticipazioni, la misura unica potrebbe avere una struttura modulare, che riprende i punti di forza dei due piani precedenti:
- un incentivo base per la digitalizzazione dei processi produttivi;
- un modulo dedicato alla transizione green, con regole più semplici rispetto al 5.0;
- la twin transition, premialità extra per i progetti che uniscono la trasformazione digitale ed ecologica delle imprese, dove tecnologia e sostenibilità si rafforzano a vicenda.
Le prossime mosse
La sfida ora è garantire risorse adeguate e scrivere una normativa chiara, capace di rendere la misura subito operativa e facilmente accessibile. Parallelamente, il Governo ha annunciato anche il rifinanziamento dei contratti di sviluppo e degli accordi per l’innovazione, strumenti pensati per accompagnare le imprese in percorsi di crescita e riconversione.
Se confermato, questo nuovo incentivo unico rappresenterebbe un cambio di passo importante: un sostegno stabile e continuativo per aiutare le aziende italiane a competere nelle sfide della digitalizzazione e della sostenibilità.
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